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5 maggio 2002
Chievo, Lazio e Parma (finalista di coppa Italia contro la
Juve) centrano la qualificazione. Con percorsi diversi e tortuosi,
frutto di una stagione deludente per biancocelesti e emiliani.
Di un calcio spettacolare, per lunghi tratti il migliore del
campionato, dei veronesi di Del Neri, rivelazione del campionato.
Ma vediamo nel dettaglio il campionato delle squadre di questa
fascia, quest'anno particolarmente elastica: le prime a lungo
in lotta per la Champions' League, le ultime coinvolte nella
lotta per non retrocedere.
Chievo
Verona
Nessuno ha offerto una tale spegiudicatezza, un tale spirito
di squadra, una simile brillantezza di gioco. Per tutto il
girone di andata sono riapparsi brani di gioco che in Italia
non vedevamo da anni. Interpretati non dal Torino di Radice
o dal Milan di Sacchi o Capello, ricchi di campioni, ma da
una formazione di provincia, anzi di quartiere, appena arrivata
dalla 'b'.
Chi arrivava in settimana al campo di allenamento, all'inizio
del campionato trovava i colleghi dell'Arena e un nugolo
di appassionati, in un contesto quasi da calcio 'amaterurs'.
Ma nel lavoro di Del Neri e dei gicoatori, di dilettantesco
non c'è niente, e dopo 6 settimane ai bordi del campo
c'era anche una troupe di una tv giapponese. Entusiasmante
nella riproposizione delle vecchie e mai troppo rimpiante
ali (Manfredini ed Eriberto), nel rilancio del regista di
stampo classico (Corini) e stimolante nell'offerta di schemi
d'attacco ariosi e vari (Corradi spesso playmaker offensivo
tra le chicche di stagione), Del Neri ha costruito un collettivo
a lungo intruso fra le grandi. Campionato superlativo nel
girone di andata (35 punti, 11 vittorie, miglior attacco del
campionato) e da salvezza in quello di ritorno (19 punti,
appena 3 vittorie, difesa con la bellezza di 2 goal incassati
in ogni partita...). Futuro legato alla capacità del
club di rimpiazzare i partenti Corradi, Manfredini, Eriberto
e Perrotta senza snaturare un sistema di gico costruito negli
anni. Quasi impossibile ripetere l'avvio di quest'anno, ma
coppa UEFA centrata con pieno merito.
Miglior Chievo della stagione: a San Siro contro l'Inter
Peggior Chievo della stagione: a Venezia contro i lagunari
retrocessi
Lazio
Rispetto al nostro pronostico, obiettivo centrato. Rispetto
alle aspettative della Società, stagione catastrofica,
rattoppata dalla qualificazione UEFA. Il rammarico è
che la Champions' League era a soli 2 punti: bastava vincere
la penultima a Bologna. I fatti parlano di squadra, club e
ambiente all'anno zero. Sbagliata la campagna acquisti, che
verrà rinnegata in toto la prossima estate. Snaturato
il rapporto con una tifoseria comunque difficile, rimangiata
la scelta di Zaccheroni quale allenatore con il quale impostare
un nuovo ciclo, patetica nella nostalgica ricorsa a Veron
ceduto al Manchster, la Lazio 2002 non è mai decollata,
se non verso gli abissi del derby della vergogna: 16 i punti
in meno rispetto alla scorsa stagione. Futuro affidato a Massimo
Cragnotti e Roberto Mancini: Società e squadra dovranno
cambiare, e molto.
Per ora, si è costruita una difesa più affidabile
sulle fasce con Oddo, Moretti e Sorin, e ancora solida al
centro se verranno confermati Nesta e Stam: Adani un'alternativa
da non scartare. A centrocampo Stankovic, Giannichedda e Davids:
Veron sarebbe il completamento ideale. Attacco senza gli argentini
Crespo e Lopez, ma (forse) con il brasiliano Adriano e l'altro
fiorentino Chiesa. Incerto il futuro di Inzaghi, che pure
a Mancini piace molto.
Peggior Lazio della stagione: derby con la Roma (1-5)
Miglior Lazio della stagione: contro la Juventus a Torino
(1-1)
Bologna
Crollata sul più bello, quando era a portata di
vittoria uno spareggio per la Champions' League contro il
Milan, la squadra felsinea chiude con un bilancio comunque
positivo, anche se la UEFA, ora, andrà centrata con
l'odioso Intertoto. Guidolin ha meravigliato ancora con il
suo calcio tutto sacrificio ed ardore, nel quale a Bologna,
rispetto a Vicenza, ad esempio, ha inserito una cifra tecnica
maggiore, grazie a riscoperte (Fresi e Zauli) e autentiche
sorprese (Brighi). Parsimonioso in fase d'attacco, quanto
tignoso in quella difensiva, il Bologna chiude con un bilancio
insolitamente in pari fra reti fatte e subite: portarsi a
52 punti con questi numeri è quasi miracoloso. Difficile,
considerati anche gli infortuni a Signori e Locatelli, fare
meglio.
Futuro affidato ad un mercato gestito soprattutto con scambi
e prestiti.
Migliore Bologna della stagione: con il Milan (2-0)
Peggiore Bologna della stagione: a Brescia (0-3)
Perugia
46 punti: massimo storico mai raggiunto dagli umbri in
'a'. A nostro modesto avviso, il merito è soprattutto
di Cosmi, capace di plasmare in un'autentica squadra un gruppo
multietnico e ricco di sconosciuti. Non andrà
ad allenare una grande, Cosmi, perché penalizzato ingiustamente
da un'immagine naif che lo vuole genuino e bizzarro, estroso
ed ingenuo, 'uomo del fiume' e non da doppio petto. Ma
la sua, ancora una volta, è una stagione capolavoro:
a fotografarla, il rendimento di Bazzani: al suo arrivo, a
Perugia in molti storsero il naso, pensando al solito amico
del tecnico comprato da un Gaucci sempre più parsimonioso.
Risultato: 10 reti in campionato. Ora il patron e il figlio
Alessandro venderanno tutti, come abitudine: ma va bene così,
a Cosmi le sfide facili non si addicono, e un occhio al bilancio
in provincia non fa certo male. Intertoto pericoloso per i
possibili riflessi sulla preparazione per il campionato.
Miglior Perugia della stagione: 3-1 al Milan
Peggior Perugia della stagione: con la Lazio a Roma (0-5)
Atalanta
Anche per i bergamaschi, si tratta del miglior risultato da
quando si assegnano alla vittoria 3 punti.
Stagione da incorniciare per Doni, ora pezzo pregiato del
mercato. Ma sono piaciuti anche Zauri, Berretta e (ci fosse
stato sempre!) Rossini.
Notevole il rendimento estero, dove l'Atalanta ha raccolto
ben 6 vittorie e 21 punti: inferiore alle attese quello a
Bergamo dove 6 vittorie, invece, sembrano pochine.
Futuro legato al reimpiego dei milioni dell'affare Doni. Quello
nuovo l'Atalanta ce lo ha già in casa: è Colombo,
definitivamente liberato da compiti da punta pura. Ragionevole
l'annunciata rinuncia all'Intertoto.
Miglior Atalanta della stagione: a San siro contro l'Inter
(1-2)
Peggiore Atalanta della stagione: in casa contro l'Udinese
(1-5).
Parma
Entra in coppa UEFA come finalista di coppa Italia contro
la Juventus. Ma il cammino in questa competizione resta fra
le poche cose da salvare di una stagione disastrosa. Doveva
essere l'anno della rifondazione con Ulivieri, è stato
quello delle delusioni in serie: unica eccezione, Di Vaio.
12 punti in meno rispetto al 2001, 47 goal subiti, 14 sconfitte:
numeri sconosciuti al Parma dei Tanzi in serie a. E per fortuna
che nel finale il calendario ha dato una mano, altrimenti
la strada verso la 'b' era spianata, con una rosa ricca di
ingaggi milionari...
Bocciatura senza appello, ricostruzione affidata a Sacchi
dietro la scrivania e a Prandelli in panchina.
Miglior Parma della stagione: contro la Juve (1-0)
Peggior Parma della stagione: a Bergamo con l'Atalanta
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Quasi
un insulto, non inserire fra le favorite scudetto la Lazio.
La squadra di Nesta, Mendieta e Crespo. Ma Veron e Nedved non
ci sono più, e nei rispettivi ruoli si tratta dei numeri
1 al mondo. Pericoli: nuove tensioni nel rapporto Cragnotti
- Zoff- tifosi, vulnerabilità difensiva. Centrare la
qualificazione alla Champions league non è impossibile.
Dietro, il Parma. Ridimensionato
nelle ambizioni da una campagna acquisti che ha inciso sullo
scheletro della squadra, ma con un centrocampo duro da battere
e sulla destra Marchionni, uno che potrebbe diventare il nuovo
Donadoni del calcio italiano. Leggermente inferiore, sulla carta,
l'Atalanta di Vavassori. Ha perso giovani determinanti nella
ottima prima parte della scorsa stagione: ma ha operato con
intelligenza sul mercato, pescando un portiere di rendimento
(Taibi) e due punte in cerca di affermazione: Comandini e Saudati.
In questa fascia, nonostante tutto, collochiamo anche la Fiorentina,
sempre che la rosa non venga ulteriormente impoverita. I vertici
societari, nel frattempo, dovrebbero cambiare. Attenzione alla
capacità autodistruttiva dell'ambiente viola: potrebbe
portare in zone pericolose giocatori abituati all'alta classifica.
Brescia e Bologna, infine, hanno la possibilità di centrare
l'obiettivo, ma l'obbligo di guardarsi alle spalle, con una
tifoseria iperesigente (a rischio contestazione Mazzone e Guidolin).
Più si allungherà la distanza in classifica dalle
squadre di prima fascia, più è probabile che due
di queste squadre vengano risucchiate, contrariamente alle previsioni,
nella zona retrocessione.
7/1/2002
Con Chievo Verona- Lazio ancora da giocare, questa fascia è
guidata dall'ottimo Bologna di Guidolin. Ottimo perché
in prestagione le premesse di un grande campionato non sembravano
esserci: ambiente deluso dalla campagna acquisti, contestazione
a tecnico e presidente, rivoluzione societaria in vista. In
linea con le nostre previsioni (ma non con le attese del patron
Cragnotti) la Lazio di Zaccheroni, sulla quale, però,
pende la spada dell'infortunio a Nesta e della squalifica di
Stam: con le due colonne difensive e il rientro di Peruzzi i
biancocelesti sarebbero un osso duro per tutti, ma senza...
Da valutare anche l'impatto di un calendario che a gennaio-febbraio
non concede tregua. In questa fascia, nel girone di ritorno,
si inserisce di prepotenza l'eccellente Verona di Malesani:
con un po' di fortuna in più, poteva essere appaiato
al Milan a quota 30. Squadra molto interessante per la rapidità
nel ribaltare l'azione e anomala nell'assenza di punti di riferimento
davanti, dove Mutu si esprime spesso a grandi livelli. Da migliorare
il rendimento esterno, dove i veneti convincono sul piano del
gioco, ma raccolgono poco. |