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| Cronologia |
| MELCHIORRE CIRAMI |
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| Tutti i link
della scheda su Melchiorre Cirami rimandano alla
sua pagina personale nel sito del Senato. |
9 luglio - il senatore
Melchiorre Cirami (Udc) presenta un disegno di legge che
modifica gli articoli 45 e 47 del Codice di procedura
penale introducendo il 'legittimo sospetto' tra le cause
di rimessione del processo.
12 luglio - il ddl e' assegnato in sede referente
alla commissione Giustizia.
16 luglio - alla Camera, intanto, il deputato di
Forza Italia Francesco Nitto Palma, presenta un emendamento
alle proposte in commissione Affari Costituzionali per
l' attuazione dell' art.68 della Costituzione riguardante
l' immunita' parlamentare. I procedimenti giudiziari contro
parlamentari verrebbero sospesi fino al termine del mandato
e contestualmente sarebbero sospesi i termini di prescrizione.
17 luglio - dopo le polemiche e alcuni distinguo
anche all' interno della maggioranza, Nitto Palma ritira
il suo emendamento.
18 luglio - comincia la discussione in commissione
al Senato. Come relatore viene nominato il sen. Leonzio
Borea (Udc).
23 luglio - la commissione Affari costituzionali
del Senato da' un parere 'non ostativo". 25 luglio - sei
senatori dell' Ulivo occupano simbolicamente tutta la
notte l' aula della commissione di Palazzo Madama per
protestare contro il provvedimento "salva Previti' e bloccare
un eventuale 'blitz notturno' della Cdl nel tentativo
di ricorrere ad una norma del regolamento dell' aula:
nel caso in cui la discussione generale non sia stata
limitata nel tempo o i limiti siano stati superati, otto
senatori possono proporre la chiusura anticipata della
discussione.
29 luglio - la conferenza dei capogruppo decide
che il ddl Cirami andra' in aula mercoledi' 31 luglio
dopo che la commissione Giustizia ne avra' concluso l'
esame. Fuori dal Senato si svolge una manifestazione dei
girotondini. La commissione approva, a sorpresa, un emendamento
del senatore Mario Cavallaro, della Margherita, che modifica
l' art.1 prevedendo che il legittimo sospetto si possa
applicare solo ai processi in appello. L' emendamento,
e' votato anche dalla maggioranza, che lo definisce un
"autogol" dell' Ulivo, per far decadere una novantina
di emendamenti. La Casa delle liberta' annuncia comunque
che in Aula presentera' un altro emendamento per ripristinare
il testo originale di Cirami. Durante la notte la maggioranza,
con una proposta di Luigi Bobbio (An), tenta il blitz
contro l' ostruzionismo dell'opposizione. Alla fine si
preferisce rinunciare alla discussione generale degli
emendamenti all'articolo 1 piuttosto che passare la proposta
ai voti.
30 luglio - lo scontro riprende in Aula dove si
discute il calendario degli ultimi giorni di lavoro, con
l' inserimento del disegno di legge Cirami. Alla fine,
dopo una sospensione per incidenti, il Senato approva
la richiesta di Forza Italia di esaminare il ddl Cirami
a partire dal pomeriggio del 31 o, se la commissione non
avra' concluso ancora il suo esame, dalla mattina dell'
1 agosto. Intanto, in commissione, la discussione va avanti
a tappe forzate. Il presidente della Commissione, Antonino
Caruso (An), decide di far proseguire i lavori fino alle
7:30 del mattino, respingendo la richiesta dell' opposizione
di terminare i lavori alle 2:30. In realta', per stanchezza,
i lavori vengono sospesi verso le 5:30.
31 luglio - in aula del Senato, la maggioranza
fa mancare il numero legale sul decreto legge omnibus
per lasciar spazio ai lavori della commissione giustizia.
I capigruppo dell' opposizione, in segno di protesta,
non partecipano alla cerimonia del ventaglio con il presidente
del Senato Marcello Pera. Nel pomeriggio, la conferenza
dei capigruppo decide che il provvedimento Cirami andra'
l' 1 agosto all' esame dell' Aula di palazzo Madama senza
che la commissione Giustizia abbia completato i suoi lavori.
La decisione e' accolta con rabbia e indignazione dal
centrosinistra che parla di "un vero e proprio golpe democratico".
Fuori dal Senato continua la protesta dei girotondini,
alla quale si unisce quella dei senatori e dei leader
dell' Ulivo.
1 agosto - in Aula di Palazzo Madama la Cdl trova
un escamotage procedurale per liberarsi di molti degli
emendamenti dell' opposizione che si riferiscono al testo
Cirami: sostituisce interamente i tre articoli del ddl
con un maxi emendamento che prende il nome del senatore
Carrara. E il provvedimento e' approvato con voto segreto
e va alla Camera.
3 settembre - la conferenza dei capigruppo della
Camera accetta la richiesta dell' opposizione di un esame
congiunto del testo da parte delle commissioni Affari
Costituzionali e Giustizia e quella di un voto a scrutinio
segreto in Aula e non stabilisce la procedura di urgenza,
non essendo stata richiesta dalla Cdl. Dunque nessun obbligo
per le due commissioni a concludere l' esame del provvedimento
entro 30 giorni.
23 settembre - le commissioni Affari Costituzionali
e Giustizia di Montecitorio licenziano il ddl che sara'
in Aula il 25 settembre.
24 settembre - E' scontro all'interno del Consiglio
Superiore della Magistratura sul disegno di legge sul
legittimo sospetto. I laici della Casa delle libertà abbandonano
l'aula del Csm dove è all'ordine del giorno la discussione
sulla risoluzione approvata dalla VI Commissione che boccia
il ddl Cirami. La protesta è scattata dopo che, il laico
di An Nicola Buccico, ha posto la questione pregiudiziale
che il Csm non possa dare di propria iniziativa un parere
su un ddl senza che ci sia stata la richiesta del Governo.
Per questa ragione il gruppo che fa riferimento alla Casa
delle Libertà ritiene che non ci possa essere né discussione,
né voto sulla risoluzione. |
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