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Il presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi ha firmato la legge Cirami, dopo
il via libero dato dalla Camera lo scorso 5 novembre.
L'entrata in vigore della legge Cirami si riflette
sul quesito pendente dinanzi alla Corte costituzionale:
quello che investe l'art. 45 del codice di procedura
penale nella parte in cui non prevede il "legittimo
sospetto" sulla imparzialità del giudice
tra le cause di "rimessione" del processo
(trasferimento ad altra sede).
I giudici di Palazzo della Consulta riapriranno il
fascicolo che avevano temporaneamente messo da parte
in attesa delle conclusioni del dibattito parlamentare
e della decisione del Capo dello Stato circa la firma
della legge.
Preliminarmente dovranno stabilire se permangono o
no gli estremi per entrare comunque nel merito degli
interrogativi posti dalla Cassazione.
Lamentando una "lacuna", la Cassazione ha
contestato all'art. 45 di non contenere la generica
nozione di "legittimo sospetto" sull'imparzialità
dei giudici, nozione che prevedevano le leggi delega
del 1978 e del 1987.
In altre parole la formula adottata dal codice non
rispetterebbe i criteri che il Parlamento aveva indicato
delegando al Governo la stesura del testo.
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