Cronologia 2003-2004: guerra nella guerra

24 settembre
Rapiti sei cittadini egiziani dipendenti della compagnia telefonica irachena "Iraqna", che gestisce la telefonia mobile nell'Iraq centrale.

21 settembre
Con un comunicato diffuso attraverso un sito islamico, il gruppo "Monoteismo e guerra santa" di Abu Musab al-Zarqawi ha smentito di aver "acquistato" da delinquenti comuni le due operatrici umanitarie italiane Simona Pari e Simona Torretta. La notizia era stata diffusa attraverso fonti dei servizi segreti americani. Ucciso anche il secondo ostaggio americano

20 settembre
Il gruppo islamico guidato da Abu Mussab al Zarqawi ha ucciso uno dei due ostaggi americani rapiti con un cittadino britannico. La prova dell'assassinio è arrivata ancora una volta sul web, con un video della decapitazione dell'ostaggio diffuso su internet e annunciato da al Jazeera.

 

19 settembre
Rapiti tre libanesi e il loro autista iracheno

18 settembre
23 morti. È il bilancio delle vittime dell'autobomba esplosa davanti al centro reclutamento della Guardia nazionale a Kirkuk.
Su un sito internet di estremisti islamici il filmato che mostra il britannico Kenneth Bigley e gli americani Jack Hensley e Eugene Armstrong, sequestrati giovedì a Baghdad. I rapitori hanno minacciato di decapitare gli ostaggi se entro 48 ore Stati Uniti e Gran Bretagna non libereranno tutte le detenute delle carceri di Abu Ghraib e Umm Qasr. Ma il tenente colonnello Barry Johnson, portavoce militare Usa a Baghdad, ha chiarito che le forze della coalizione non hanno in custodia donne né ad Abu Ghraib né a Camp Bucca, una struttura carceraria Usa vicino Umm Qasr.

17 settembre
Autobomba esplode a Baghdad. 20 i morti

16 settembre
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in un'intervista al World service radiofonico della BBC sgombra il campo da dubbi: per lui la decisione degli americani di invadere l'Iraq nel 2003 fu "illegale".
Due cittadini americani e un britannico sono stati rapiti direttamente nella loro abitazione a Baghdad.

14 settembre
Autobomba sulle aspiranti reclute, strage alla polizia di Baghdad, 47 i morti oltre 100 i feriti. Agguato a Baquba, uccisi 12 poliziotti

10 settembre
Il presidente iracheno Ghazi Al-Yawar è oggi a Roma per incontrare il presidente Ciampi e il premier Berlusconi. Sul tavolo in evidenza la vicenda delle due italiane rapite ma anche della restituzione del corpo del povero Baldoni.

8 settembre
Aerei americani hanno lanciato oggi una nuova ondata di bombardamenti su Falluja, roccaforte della guerriglia sunnita già sottoposta a intensi cannoneggiamenti da terra e da attacchi dal cielo.

7 settembre
Simona Torretta e Simona Pari che operano in Iraq per l'organizzazione umanitaria "Un ponte per" sono stati rapite.

 

4 settembre
Autobomba davanti ad una scuola di Polizia di Kiruk, 20 morti

3 settembre
I giornalisti france vengono trasferiti dal loro luogo di prigionia a Fallujah, in vista della loro liberazione, che sarebbe imminente. Lo ha annunciato l'emittente satellitare televisiva panaraba Al Arabiya. I due si trovano "con degli intermediari" e devono "fare i 40 o 50 chilomeri che li separano dall'aeroporto" di Baghdad.

29 agosto
Un ordigno è stato fatto esplodere con un radiocomando al passaggio di una pattuglia di militari italiani, a Nassiriya. Non ci sono stati feriti.

28 agosto
Rapiti due giornalisti franxcesi: Christian Chesnot di Radio France e Georges Malbrunot del Figaro. I rapitori l'Esercito islamico dell'Iraq, chiedono che in Francia venga abolita, entro 48 ore, la legge che vieta il velo islamico nelle scuole.

27 agosto
Al Jazira diffonde la notizia della morte di Enzo Baldoni

26 agosto
Il grande ayatollah Ali al Sistani è arrivato nella città santa per un estremo tentativo di mediazione, dopo tre settimane di combattimenti tra le forze della coalizione e i ribelli di Moqtada al Sadr. Attacchi a Kufa e Najaf: 74 morti

25 agosto
I carri armati americani sono giunti a meno di venti metri dalla porta d'ingresso del mausoleo dell'imam Alì, a Najaf. Nell'edificio sono asserragliati i militanti del capo sciita Muqtada al Sadr.

24 agosto
La tv del Qatar "Al Jazeera" ha trasmesso un brevissimo video ricevuto dall' "Esercito Islamico" con immagini del giornalista italiano Enzo Baldoni.
Il gruppo ha dato 48 ore di tempo all'Italia per lasciare l'Iraq o la vita di Baldoni sarà in pericolo.

17 agosto
Feriti 3 carabinieri a Nassiriya in uno scontro a fuoco.

12 agosto
Grande offensiva dell'esercito americano a Najaf contro le milizie di Moqtada al Sadr

8 agosto
Il governo ripristina la pena di morte. A Najaf e Baghdad 43 morti in 24 ore

7 agosto
Il primo ministro iracheno Iyad Allawi ha firmato la legge con cui viene concessa l'amnistia ai ribelli che non hanno commesso omicidi. Nel provvedimento si parla di reati minori come il possesso di armi o esplosivi.La legge resterà in vigore per trenta giorni. Si combatte nel quartiere sciita di Baghdad - Sadr City - nella città sacra di Najaf, e anche a Bassora, dove sono stati attaccati per la prima volta da mesi i militari britannici.

 

 

6 agosto
Notte di sparatorie a Nassirya, italiani nel mirino delle milizie di Moqtada al Sadr

5 agosto
Giornata di sangue: scontri a Najaf, Bassora e Mosul. Almeno 14 i morti.

1 agosto
Una bomba a Mosul uccide almeno 5 persone e un altro attentato colpisce la capitale Baghdad, provocando due morti. Battaglia nella notte a Fallujah, roccaforte della resistenza irachena, colpita da un nuovo raid americano. Si contano almeno dieci morti e 40 feriti.

30 luglio
Visita a sorpresa del segretario di Stato americano Colin Powel a Baghdad

28 luglio
70 morti in un attentato kamikaze a Baquba.

20 luglio
Liberato l'ostaggio filippino. Ucciso il governatore ad interim di Bassora. A Mosul arrestati 41 estremisti.

19 luglio
Completato il ritiro dei militari filippini con un mese di anticipo rispetto alla scadenza prevista del mandato, ma dell'ostaggio Angelo de la Cruz non si hanno più notizie.

18 luglio
Raid aereo Usa autorizzato dal premier iracheno Allawi contro una casa a Falluja: 14 morti. Il raid è il sesto a colpire la città dove secondo gli Usa si nasconderebbe il militante giordano di al Qaida, Abu Musab al-Zarqawi.

17 luglio
Un'autobomba con a bordo un kamikaze è esplosa a Baghdad al passaggio del corteo del ministro della Giustizia iracheno, Malek Dohan al-Hassan. Il ministro è illeso ma ci sono stati almeno quattro morti e otto feriti. Due dei morti erano uomini della scorta.

15 luglio
Autobomba a Haditha e Kerbala: 12 morti. Sabotato oleodotto a Kirkuk

14 luglio
Ucciso il governatore di Mosul. Autobomba a Baghdad: 10 morti.

10 luglio
Le Filippine ritirano le truppe per impedire che Angelo de la Cruz, autista di 46 anni, venga ucciso dai suoi rapitori.
Il governo di Manila - che al momento ha 51 uomini stanziati in Iraq - ha precisato che ritirerà le truppe dispiegate in Iraq al termine del mandato, in scadenza alla fine di agosto.

8 luglio
Violenti combattimenti a Samarra. Uccisi quattro soldati americani e cinque civili iracheni.

6 luglio
Combattenti armati e col volto coperto che si sono presentati come il "Movimento per la salvezza", un gruppo mai comparso prima sulla scena irachena, sono apparsi oggi in un video fatto circolare a Baghdad nel quale dichiarano guerra al terrorista giordano Abu Mussab al-Zarqawi, e lo minacciano di morte se non lascerà immediatamente l'Iraq.
Sei persone sono morte e trentacinque sono rimaste ferite nell'esplosione di un'autobomba a Khalis, una località che dista ottanta km a nord di Baghdad.

5 luglio
Un aereo americano bombarda una casa a Falluja, dove si ritiene possa aver trovato rifugio il super ricercato giordano Abu Mussab al Zarqawi. 15 i morti. Nessuna traccia di al Zarqawi.

28 giugno 2004
Gli Stati Uniti hanno operato in anticipo di due giorni il passaggio di poteri in Iraq.
In una piccola cerimonia a Baghdad, l’amministratore americano della Cpa Paul Bremer ha consegnato tutti i documenti ad un giudice iracheno. Bremer ha poi lasciato il paese. Il primo ministro iracheno Alawi, che pure ha preso parte alla cerimonia nella sorvegliatissima Green Zone, ha dichiarato quella di oggi “una giornata storica”. “Il governo iracheno è determinato a perseguire l’obiettivo delle elezioni democratiche fissate per il 2 gennaio dell’anno prossimo” ha anche aggiunto.

25 giugno 2004
Oggi il Consiglio di difesa della NATO ha accolto la richiesta di Alawi di addestrare le forze di sicurezza irachene.

24 giugno 2004
La guerriglia infiammal'Iraq, con una serie di attacchi simultanei e apparentemente coordinati contro stazioni di polizia e guardie irachene nelle città sunnite del nord e a Baghdad che hanno provocato almeno 66 morti e oltre 250 feriti.

22 giugno 2004
Decapitato l'ostaggio sudcoreano Kim Sun-il. Il trentatreenne interprete è stato decapitato seguendo la medesima procedura dell’omicidio di Nick Berg.

18 giugno 2004
Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha escluso il ritorno in Iraq dei funzionari dell'Onu nelle condizioni attuali: è infatti "estremamente preoccupato" per la mancanza di sicurezza.

14 giugno 2004
Autobomba a Baghdad: 16 le vittime tra cui 5 cittadini stranieri.

13 giugno 2004
Domenica di sangue a Baghdad, dove la mattinata è stata scandita da una drammatica serie di attentati: prima l'assassinio del responsabile degli Affari culturali del ministero dell'Educazione, Kamal al Jarah, poi l'esplosione di un'autobomba, che ha provocato la morte di 16 iracheni.

12 giugno 2004
Assassinato il viceministro degli esteri, Bassam Salih Qubba in un'imboscata all'alba, mentre si stava recando nel suo ufficio di Baghdad. Qubba, sciita di Najaf ed ex membro del Bath, era stato in passato il consigliere personale del ministro degli esteri di Saddam, Tarek Aziz. E’ il primo esponente del nuovo governo a cadere sotto i colpi della guerriglia.

9 giugno 2004
Voto unanime del Consiglio di Sicurezza, l'ONU approva la transizione irachena verso la democrazia.

8 giugno 2004 Liberati gli ostaggi italiani
Un blitz delle forze americane e polacche ha liberato in Iraq i tre ostaggi italiani. Il premier Berlusconi ha espresso la sua soddisfazione.
Il Consiglio di Sicurezza ha approvato all’unanimità la nuova risoluzione che istituisce il quadro strategico per la transizione politica in Iraq. Il testo della risoluzione riprende la bozza presentata lunedì da USA e Regno Unito. I punti chiave della risoluzione riguardano il trasferimento di sovranità ad un governo iracheno ad interim a partire dal 30 giugno, confermando il controllo dell’Iraq sulle proprie risorse naturali; le elezioni, da tenersi possibilmente nel dicembre 2004, in ogni caso non più tardi del 31 gennario 2005, di un governo nazionale di transizione, il cui compito sarà elaborare una costituzione definitiva per l’Iraq; il ruolo delle Nazioni Unite, che dovranno sostenere il governo ad interim nella preparazione delle elezioni, e il governo nazionale di transizione nell’elaborazione delle costituzione; la creazione di forze di sicurezza irachene, sotto il comando di autorità irachene; la presenza di forze multinazionali a guida americana, il cui mandato cesserà in ogni caso non oltre dicembre 2005, per garantire la stabilità del Paese; la possibilità del governo ad interim di richiedere un termine anticipato del mandato; la supervisione del Fondo di sviluppo iracheno, che amministra i proventi del petrolio in Iraq, affidata ancora all’International Advisory and Monitoring Board, il cui mandato cesserà con la fine del processo politico di transizione; l’amministrazione del programma Oil for food, assegnata al governo ad interim. Alla risoluzione sono state allegate le lettere inviate al Consiglio di Sicurezza. di Alawi e di Powell. Il Consiglio di Sicurezza ha inoltre richiesto che il Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli Stati Uniti in qualità di leader della forza multinazionale facciano rapporto allo stesso Consiglio di Sicurezza a tre mesi dalla data della risoluzione.

4 giugno 2004
In visita ufficiale a Roma in occasione del sessantesimo anniversario della liberazione di Roma, il Presidente USA Bush lancia un nuovo piano per l’Iraq, anticipando le conclusioni di una terza bozza di risoluzione che emenda in parte quella presentata solo tre giorni fa. Nel nuovo testo si afferma più chiaramente che le forze multinazionali a guida americana dovranno lasciare l’Iraq su richiesta del governo iracheno ad interim (ieri però il ministro degli esteri iracheno Zerbati ha detto a New York che le forze della coalizione “dovrebbero restare”) e si indica una data per la fine del mandato: dicembre 2005, in concomitanza con la fine del processo politico di transizione. La nuova bozza prevede anche la necessità di reintegrare “i veterani iracheni e gli ex membri delle milizie”, compresi gli appartenenti al partito Bath.

2 giugno 2004
Un convoglio umanitario della Croce Rossa Italiana entra a Najaf. L'organizzazione italiana porta viveri, acqua e medicinali. Ad accompagnare il convoglio, il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Maurizio Scelli, insieme a dignitari sciiti.

1 giugno 2004
al-Yawar presidente, Iyad Allawi premier. Si insedia il nuovo governo iracheno e chiede subito la risoluzione ONU e la piena sovranità.

29 maggio 2004 - IL GIORNO DI ALLAWI
Iyad AllawiE’ stato scelto il premier del governo ad interim iracheno, che si insedierà a partire dal 1° luglio. Si tratta di Iyad Alawi , un medico di 58 anni membro della Cpa. Alawi, iscritto al partito Bath negli anni Sessanta, è poi fuggito in esilio a Londra, dove ha poi fondato l’Iraqi National Accord, un partito anti-Saddam sovvenzionato fra l’altro anche dalla CIA. Proprio i legami con la CIA e la sua vicinanza agli USA potrebbero presto divenire un problema in un Paese dove l’opinione pubblica è universalmente ostile agli americani.

21 maggio 2004 Consegnata la salma di Fabrizio Quattrocchi alla Croce Rossa
Alcuni esponenti del Consiglio degli Ulema hanno consegnato stamani alla Croce Rossa dei resti umani che potrebbero appartenere a Fabrizio Quattrocchi l'ostaggio italiano ucciso dai suoi rapitori in Iraq lo scorso 14 aprile. La conferma è arrivata dal commissario straordinario della Croce Rossa italiana, Maurizio Scelli, che si trova a Baghdad. "Ora abbiamo una speranza in più, un segnale positivo, per gli ostaggi italiani", ha detto Maurizio Scelli aggiungendo: "Continuerò a lavorare a questo scopo".

20 maggio 2004
Il Parlamento italiano vota la mozione della maggioranza, presentata al ritorno del premier Berlusconi dal suo viaggio negli USA, che conferma l’impegno dell’Italia a mantenere il suo contingente militare in Iraq. L’opposizione ha richiesto, unita, il ritiro immediato delle truppe.
Strage di civili durante un matrimonio a Ramadi. 45 i morti. Per il Pentagono, invece, l'elicottero americano aveva come obiettivo un assembramento di sospetti guerriglieri. Un video confermerà che si trattava di una festa nunziale.

19 maggio 2004
La Casa Bianca vuole accelerare i tempi della definizione dei poteri in Iraq: il Presidente Bush annuncia che i nomi del presidente, del vicepresidente e di alcuni ministri chiave saranno resi noti entro una quindicina di giorni. Entro luglio entrerà in funzione un comitato elettorale patrocinato dall’ONU, che dovrà preparare il voto di gennaio 2005. E prima delle elezioni non è esclusa una conferenza internazionale sul futuro dell’Iraq, da tenere presumibilmente in novembre. In giornata il Presidente Bush ha incontrato Berlusconi. Il premier italiano ha sposato punto per punto la strategia di uscita messa a punto dalla Casa Bianca.
La Corte marziale americana di Baghdad ha riconosciuto colpevole di maltrattamento dei prigionieri, violazione dei propri doveri e negligenza il primo degli indagati per lo scandalo di Abu Ghraib, il sottufficiale della polizia militare Jeremy Sivits. Il tribunale lo ha condannato ad un anno di prigione, lo ha inoltre degradato e costretto al congedo con disonore dall’esercito americano, ma non lo ha ritenuto direttamente partecipe dei tormenti inflitti ai prigionieri dai carcerieri americani.

17 maggio 2004 Morto Matteo Vanzan
E' morto nella notte il caporale Matteo Vanzan il militare italiano del primo reggimento lagunari ferito durante gli scontri con i miliziani sciiti a Nassiriya.
Vanzan era stato sottoposto ad intervento chirurgico ieri sera ma le ferite riportate ne hanno causato il decesso alle 4,35 ora irachena.

16 maggio 2004
Venti persone sono rimaste ferite per lo scoppio di una bomba nel mercato di Nassiriya, da due giorni teatro di scontri tra i soldati italiani e i miliziani sciiti di Moqtada al Sadr.
Sotto assedio la sede dell'Autorità Provvisoria di coalizione a Nasiriyah, dove i miliziani di al Sadr hanno attaccato con armi da fuoco leggere e razzi Rpg dal vicino ospedale.

15 maggio 2004
Truppe della coalizione e miliziani dell’imam sciita Moqtada al-Sadr continuano a combattere in tutto l’Iraq centrale, soprattutto nei pressi delle città sante di Najaf e Kerbala. Sale il conto dei morti per gli insorti: nelle ultime 24 ore 21 sono morti a Baghdad, 16 vicino ad Amarah e 4 a Kerbala, dove le truppe della coalizione e i miliziani dell’esercito del Mahdi hanno combattuto per gli ultimi quattro giorni. Cinque sono le vittime (militari) americane nelle 24 ore appena trascorse, il che porta il numero di morti in Iraq nelle fila dell’esercito americano a 782, 643 da quando il Presidente Bush ha dichiarato la fine delle ostilità, il 1° maggio del 2003. 570 vittime americane sono da addebitare ad azioni ostili (460 dal 1° maggio 2003).

13 maggio 2004
Viaggio-lampo di Rumsfeld a Baghdad, visita alla prigione delle torture. Ma "il Pentagono non ha insabbiato nulla".

11 maggio 2004 LA PRIMA DECAPITAZIONE
Un sito web legato ad al Qaeda ha messo in circolazione un video in cui un giovane americano viene decapitato da aguzzini mascherati. L’uomo si era identificato precedentemente come Nicholas Berg, 26 anni, dalla Pennsylvania. Il Pentagono conferma che il corpo ritrovato ieri da una pattuglia dell’esercito è quello dell’uomo mostrato in TV. Il sito web indica come esecutore dell’omicidio Abu Musad al-Zarqawi, leader di un gruppo terrorista che rivendica numerosi attacchi contro le forze della coalizione.

10 maggio 2004
Un rapporto della Croce Rossa denunciava già a febbraio le torture nel corso degli interrogatori dei detenuti sospettati di essere membri o in contatto con la guerriglia. Il rapporto affermava anche che il 90% dei prigionieri iracheni trattenuti da truppe americane o alleate è stato arrestato per errore. Il rapporto, reso pubblico oggi dalla Cnn, ha portato all’attenzione delle autorità statunitensi e britanniche ciò che chiama “serie violazioni del diritto umanitario internazionale”. Il ministro della difesa britannico Geoff Hoon ha negato alla Camera dei Comuni che lui od altri ministri avessero visto un rapporto della Croce Rossa che testimoniasse brutalità commesse da soldati britannici a danno dei prigionieri iracheni. Il Senato americano ha votato oggi una risoluzione (92-0) per la “condanna degli abusi sui prigionieri iracheni nella prigione di Abu Ghraib e per un’urgente, piena e completa indagine al riguardo.”

9 maggio 2004
Intorno alla città santa di Najaf, nel centro sud dell'Iraq, carri armati americani hanno aperto il fuoco nel tardo pomeriggio, uccidendo almeno tre persone, secondo fonti ospedaliere. Scontri si sono avuti anche a Kerbala, a 118 chilometri a sud di Baghdad. E due civili sono stati uccisi a Kufa.
A Bassora, 550 chilometri a sud di Baghdad, teatro ieri di violenti combattimenti, tre soldati britannici sono rimasti feriti in un attacco con granate.

7 maggio 2004
Due giornalisti - un polacco e un algerino - che lavoravano per una televisione polacca sono stati uccisi stamani da colpi d'arma da fuoco a Latifiya.

6 maggio 2004
" Il Comitato internazionale della Croce Rossa, al corrente della situazione e sulla base dei propri accertamenti, ha ripetutamente chiesto alle autorità statunitensi di adottare misure correttive". Così a Ginevra la portavoce della Cri Antonella Notari rivela che la Croce Rossa, che ha accesso a tutti i prigionieri in Iraq, aveva denunciato da tempo i soprusi nel carcere alla periferia di Baghdad.

5 maggio 2004 Le scuse di Bush
Il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush si è rivolto alle emittenti arabe Al Arabyia e Alhurra, e ha definito gli abusi sui prigionieri iracheni "ripugnanti", ma ha aggiunto di avere "assolutamente" fiducia nel ministro della Difesa Donald Rumsfeld e che non crede che debba dimettersi.
I responsabili delle sevizie a prigionieri iracheni e afghani "saranno giudicati", ha detto oggi Bush definendo "un abominio" il trattamento inflitto ai detenuti e dicendo che esso non riflette i valori americani. Bush non si è però scusato per quanto avvenuto, affermando d'avere dato disposizioni al Pentagono perchè tutta la verità emerga.

Trentacinque casi di tortura hanno portato alla morte di 25 detenuti tra Iraq e Afghanistan dal dicembre 2003. La sconvolgente ammissione è stata fatta dal generale americano Donald Ryder, responsabile dell'applicazione delle pene nel sistema penitenziario militare.

2 maggio 2004
Continua l'eliminazione sistematica di militari statunitensi in Iraq. Dodici i soldati uccisi oggi. Sei hanno perso la vita in un attacco con mortai condotto contro una base americana nella provincia sunnita di Al-Anbar, nella parte occidentale del Paese.
Altri cinque militari e due agenti dei Corpi civili iracheni di difesa sono morti in tre distinti attacchi, avvenuti a Bagdad, a Kirkuk e ad Amara.

1 maggio 2004
Ostaggi italiani, nuovo ricatto dei rapitori: liberate i prigionieri iracheni del Kurdistan.

29 aprile 2004 - LE TORTURE
Soldati americani della prigione di Abu Ghraib, appena fuori Baghdad, sono stati accusati di avere inflitto ai prigionieri iracheni umiliazioni sessuali e altre forme di abuso, con l’intento di ottenere informazioni. Le accuse sono documentate da fotografie scattate dalle guardie all’interno della prigione. Le foto sono state rese pubbliche dalla Cbs, all’interno del programma televisivo 60 Minutes II. Il Pentagono afferma che le accuse contro i soldati includono aggressione, crudeltà, atti degradanti e maltrattamento di detenuti, e inoltre che gli alti ufficiali della prigione, compreso il capo del carcere, dovranno sottoporsi ad un’indagine amministrativa.
Otto soldati americani sono rimasti uccisi nell'esplosione di una autobomba a sud di Bagdad, e quattro sono rimasti feriti, secono quanto riferito da un portavoce delle forze della coalizione.
Seimila persone sfilano a Roma per chiedere la liberazione degli ostaggi.

27 aprile 2004
Almeno 43 miliziani fedeli al leader radicale sciita Moqtada Sadr sono rimasti uccisi stamani in violenti combattimenti presso Kufa, alle porte della città santa sciita di Najaf in cui Moqtada al Sadr è arroccato.

26 aprile 2004
La tv araba al Arabiya mostra un video degli ostaggi italiani in cui i sequestratori minacciano di uccidere i prigionieri. Per salvare loro la vita i rapitori chiedono una protesta del popolo italiano contro la presenza straniera in Iraq.
Più di 50 ex diplomatici britannici sottoscrivono una lettera indirizzata al premier Blair, in cui si critica la sua politica mediorientale e lo si sprona ad esercitare un’influenza sulla “sconsiderata” politica americana in Medio Oriente, o a cessarne l’appoggio. Fra i firmatari anche gli ex ambasciatori britannici in Iraq e Israele.

24 aprile 2004
La guerriglia irachena torna a colpire nell'Iraq settentrionale e a Baghdad. E' di almeno undici iracheni morti e una trentina di feriti, molti dei quali gravi, il bilancio di un attacco con colpi di mortaio contro un affollato mercato di Sadr City, quartiere sciita di Baghdad e feudo del leader integralista Moqtada al Sadr.
il leader estremista sciita Moqtada Sadr ha minacciato attacchi suicidi contro le forze di occupazione in Iraq se queste decidessero di attaccare la città santa sciita di Najaf.
Quattro soldati americani sono stati uccisi nella notte da razzi sparati contro la base di Taji, 20 chilometri a Nord di Baghdad.

21 aprile 2004
Almeno 60 persone sono morte e più di duecento sono rimaste ferite a causa di tre esplosioni avvenute in altrettanti commissariati di polizia a Bassora.
Silvio Berlusconi ritiene necessario che l'Italia resti in Iraq oltre il 30 giugno. "Credo sia necessario rimanere - ha detto il premier - perché altrimenti l'Iraq potrebbe diventare qualcosa che abbiamo già visto in Kosovo e in altri posti e non vogliamo più rivedere".

20 aprile 2004
Dopo la Spagna, anche l'Honduras ritira le proprie truppe dall'Iraq. La decisione è arrivata durante la notte, a meno di 48 ore.
Bush ha nominato il nuovo inviato in Iraq: è John Negroponte, attualmente ambasciatore americano presso le Nazioni Unite.
Fonti di intelligence confermano che dei canali si sono aperti in Iraq e cresce la possibilità che l'uso del denaro a disposizione dei servizi possa allettare i sequestratori, che sarebbero sunniti e "cani sciolti" dell'ex partito Baath al potere sotto Saddam Hussein. Intanto la Croce Rossa Italiana sta svolgendo un importante lavoro umanitario - e quindi di grande visibilità per la popolazione - a Falluja, dove si sta cercando di aprire un passaggio permanente che possa permettere l'arrivo nella città assediata dai Marines americani ingenti aiuti "made in Italy".

19 aprile 2004
Il leader radicale sciita Moqtada al-Sadr ordina ai suoi miliziani dell' Esercito al-Mahdi di cessare gli attacchi contro i militari spagnoli.

18 aprile 2004 Zapatero annuncia il ritiro delle truppe
Il primo ministro spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero annuncia che le truppe spagnole che si trovano in Iraq "saranno ritirate il più presto possibile". Il primo ministro, che ha giurato solo ieri davanti al re Juan Carlos, ha spiegato di avere scelto il ritiro immediato perché non é possibile, al momento, prevedere se davvero sarà adottata una nuova risoluzione delle Nazioni Unite sulla cui base continuare la missione.

16 aprile 2004
A Fallujah, nella notte, ci sono stati nuovi scontri tra miliziani e soldati americani e 15 iracheni, secondo fonti mediche e la tv arba al Jazeera, sono stati uccisi.
Violenti combattimenti sono in corso anche a Bakuba, Mosul, e Samarra. La situazione più critica resta comunque quella di Najaf, dove le truppe americane minacciano un'offensiva durissima pur di riprendere il controllo della città e catturare il leader sciita Moqtada al-Sadr.

14 aprile 2004 Assassinato Fabrizio Quattrocchi
36 anni, originario di Catania, Fabrizio Quattrocchi viveva a Genova con la famiglia e collaborava con l' agenzia di investigazioni e sicurezza Ibsa. Nell'esercito italiano avevo servito in fanteria. Era in Iraq dallo scorso novembre. Alla madre aveva detto di essere in Kosovo per tranquillizzarla.
Erano da poco passate le 22, ora italiana, quando Al Jazeera annuncia, attraverso i suoi titoli, che uno dei quattro ostaggi italiani sequestrati due giorni fa a Falluja è stato ucciso. I sequestratori - le "Falangi Verdi di Maometto" - minacciano di uccidere gli altri tre, in successione, se le loro richieste non saranno accettate.
Al Jazeera non fornisce il nome della vittima. L'annunciatrice parla poi di un comunicato e di un video ricevuto dai sequestratori, che non sarà messo in onda. Viene letto il comunicato nel quale i sequestratori motivano l'esecuzione con le dichiarazioni del capo del governo italiano Silvio "Berlusconi, per il quale il ritiro delle forze italiane dall' Iraq e' fuori discussione".
I sequestratori, sempre secondo Al Jazeera, chiedono le scuse del primo ministro italiano, che dovrebbero essere diffuse dalle catene televisive satellitari arabe, chiedono poi il ritiro delle forze italiane dall' Iraq, secondo un calendario preciso, e la liberazione degli imam delle moschee dei predicatori che sono agli arresti in Iraq.

13 aprile 2004
Identificati i 4 italiani presi in ostaggio dai mujaidin. La Farnesina ha confermato la notizia. Al Jazeera ha diffuso le immagini degli italiani e un comunicato dei sequestratori, che per liberarli chiedono le "scuse del governo italiano per l'appoggio all'occupazione, il ritiro delle truppe dal paese, liberazione dei detenuti iracheni e trattative dirette con il gruppo".
I quattro hanno pronunciato i propri nomi ai microfoni dell'emittente del Qatar. La registrazione è confusa e disturbata.
Questi i quattro nomi così come li hanno pronunciati: Stefio Salvatore, di Siracusa, Cupertino Umberto, Fabrizio Quattrocchi, Maurizio Agliana.

10 aprile 2004 Berlusconi a Nassiriya
Il cappellino da baseball della missione "Antica Babilonia" in testa, un giubbotto sportivo e la camicia aperta sul collo per un giorno senza cravatta. Silvio Berlusconi si è presentato così ieri ai militari italiani di Nassiriyah per una visita a sorpresa al contingente di stanza in Iraq.

9 aprile 2004: Giallo su 4 italiani rapiti
Un gruppo di ribelli dichiara all'agenzia di informazione Reuters che quattro cittadini italiani e due americani sono stati sequestrati e sono tenuti prigionieri in una moschea a Nord della capitale. Un giornalista della stessa agenzia ha anche affermato di aver visto personalmente due dei quattro ostaggi, vestiti con una divisa militare blu simile a quella dei carabinieri.

8 aprile 2004
Le forze della coalizione hanno perso il controllo di Najaf e Kut, due città nel sud dell'Iraq. Lo ha confermato il generale Ricardo Sanchez, comandante delle forze militari dicendo che i miliziani del leader sciita Moqtada Sadr occupano uffici governativi nel centro di Najaf e controllano la città santa e Kut. Ma non siamo di fronte ad un nuovo Vietnam, ha aggiunto il generale.
Tre giapponesi sono stati presi in ostaggio dalla guerriglia irachena, che ha minacciato di ucciderli se il governo di Tokyo non ritirerà il proprio contingente militare dal Paese.

7 aprile 2004
In alcune città, per la prima volta, sunniti e sciiti combattono insieme e chiedono il ritiro dei militari stranieri. Nella notte a Falluja, almeno 36 iracheni sono stati uccisi e altri 25 feriti in combattimenti fra le truppe americane e miliziani anti coalizione.

6 aprile 2004
Nassirya: scontro all'alba tra i bersaglieri italiani e le milizie irachene. 12 i soldati italiani feriti, tutti lievemente. Il più grave ha una prognosi di 30 giorni. 15 i civili iracheni uccisi.
A Ramadi, secondo quanto ha annunciato il Pentagono, una dozzina di marine americani sono stati uccisi e oltre 20 sono stati feriti in combattimenti con guerriglieri anti coalizione, quando 60 o 70 uomini armati di lanciagranate e di armi automatiche hanno attaccato le loro posizioni al palazzo del governatore locale.

5 aprile 2004
Le milizie del leader sciita Moqtada al-Sadr occupano l'ufficio del governatore di Bassora, nel sud dell'Iraq.
Muoiono due soldati e un marine americani a Baghdad. Massiccia operazione delle forze americane contro la città ribelle di Falluja, nel triangolo sunnita. Sei iracheni, secondo quanto riferisce la radio iraniana, sono rimasti uccisi. Secondo la radio iraniana, scontri sono in corso anche nella città santa di Karbala, dove "la polizia è stata disarmata".

4 aprile 2004
Dieci morti a Najaf, città santa sciita, durante una manifestazione per la liberazione di Mustafa al-Yacoubi, assistente dell'imam Moqtada al-Sadr, arrestato all'inizio della settimana.
Esplode la rabbia sciita. Sette soldati Usa sono rimasti uccisi in un combattimento con miliziani sciiti a Sadr, un villaggio alle porte di Baghdad e almeno altri 24 militari Usa sono rimasti feriti. Le rivolte sciite, scrive il giornalista Robert Fisk sull'Independent, hanno origine nella decisione di Paul Bremer, proconsole americano in Iraq, di chiudere un settimanale sciita a bassa diffusione, al_Hawza, che fa riferimento al movimento dell'Ayatollah Moqtada Sadr. Diffusione: 10mila copie.

2 aprile 2004
A Ramadi 6 civili iracheni sono morti e 5 sono rimasti feriti nell'esplosione di un'autobomba. In altri 2 distinti attentati, a Falluja e a Baghdad, 8 militari americani sono stati feriti.

31 marzo 2004
A Falluja, uno dei vertici del cosiddetto "triangolo sunnita" dove è più forte la resistenza della guerriglia irachena, la folla inferocita ha fatto scempio dei cadaveri di quattro civili stranieri finiti sotto i colpi di miliziani.

28 marzo 2004
A Baquba, cinque iracheni, tra i quali due bambini, sono stati feriti da un ordigno esploso in una scuola. Disordini anche a Mosul, circa 300 chilometri a nord di Baghdad, dove due cittadini britannici sono stati assassinati.

23 marzo 2004

Due imprenditori finlandesi muoiono in uno scontro a fuoco a Baghdad.

18 marzo 2004
Due soldati americani sono morti e sei sono stati feriti a Balad, mentre a nord di Baghdad tre impiegati di una televisione locale sono stati uccisi e dieci altri feriti da due uomini armati che hanno aperto il fuoco sul bus sul quale viaggiavano.

17 marzo 2004
È di almeno 17 morti e 41 feriti il bilancio dell'esplosione dell'ennesima autobomba che ha devastato l'hotel "Monte del Libano" di Baghdad.

14 marzo 2004
Quattro soldati americani muoiono in due diversi attentati a Baghdad.

10 marzo 2004
In Italia l'Aula della Camera approva definitivamente la conversione del decreto legge che proroga la partecipazione italiana ad operazioni internazionali, tra cui "Antica Babilonia" in Iraq. I deputati di Ds, Margherita e Sdi non hanno partecipato al voto. Questo il risultato della votazione: 281 sì, 64 no, 12 astenuti.

8 marzo 2004 - Approvata la Nuova Costituzione irachena
I 25 membri del Consiglio goverantivo iracheno hanno approvato all'unanimità la nuova costituzione provvisoria che dovrà servire a reggere il paese fino alle elezioni generali previste per la fine del 2004 o l'inizio del 2005. Sul ruolo dell'Islam, uno dei punti più controversi, è stato deciso, secondo quanto affermato da Entifadh Qanbar, rappresentante in seno al Consiglio di Ahmad Chalabi, che l'Islam sarà "una fonte" della legge.
Sono stati accolti, inoltre, la libertà di opinione, la libertà di stampa, di associazione e del libero esercizio della religione, l'eguale trattamento davanti alla legge senza distinzione di sesso o di etnia e, infine, il controllo del potere civile su quello militare.
In base alla costituzione provvisoria, il Consiglio di Governo Iracheno ha poi garantito ai Curdi autonomia normativa nella propria regione consentendo alle milizie locali, i cosiddetti pesh merga, di riunirsi in un'unica "guardia nazionale" sotto il comando del governo regionale ed è previsto che il 25% dei seggi del prossimo parlamento siano riservati alle donne.

Guarda le foto della strage di Karbala2 marzo 2004 - Strage dell'Ashura a Karbala: 271 morti
Una serie di esplosioni, almeno cinque, devasta la città di Karbala dove un milione di pellegrini si erano dati appuntamento per celebrare la festa sacra dell'Ashura: 271 morti. Nello stesso momento tre esplosioni a Baghdad provocano la morte di 25 persone. [vedi]

23 febbraio 2004
Due kamikaze si lanciano con un'auto carica di esplosivo contro una stazione di polizia di Kirkuk, nel Kurdistan iracheno, e la fanno esplodere. 10 morti e 35 feriti.

20 febbraio 2004
Bomba contro una pattuglia americana a Khaldiyah. 4 morti

18 febbraio 2004
Almeno undici civili iracheni vengono uccisi nell'attacco contro i soldati della coalizione alleata. Due attentatori suicidi hanno provato ad attaccare Camp Charlie, la base militare di Hillah che ospita le truppe internazionali controllate dalla Polonia.

14 febbraio 2004
Una decina di guerriglieri iracheni assaltano a Fallujah una struttura carceraria e un edificio del governo. Almeno venti i morti e trenta feriti. Liberati circa cento detenuti.

11 febbraio 2004
Almeno 47 i morti nell'esplosione di una autobomba parcheggiata davanti a un centro di reclutamento dell'esercito iracheno a Baghdad.

10 febbraio 2004
Un'autobomba esplode davanti a una stazione di polizia a Iskandariya, 40 chilometri a sud di Baghdad, provocando la morte di 45 persone ed il ferimento di altre 150.

8 febbraio 2004
La missione dell'ONU voluta dal segretario generale Kofi Annan, per verificare fattibilità e tempi delle elezioni in Iraq, è arrivata a Baghdad. E` la prima missione delle Nazioni Unite nel paese dopo il ritiro, in ottobre, di tutto lo staff, a causa dei due attentati contro il quartiere generale dell'Onu nella capitale irachena.

1 febbraio 2004
A Irbil due attentati suicidi quasi simultanei hanno colpito le sedi delle due compagini curde - il Partito democratico del Kurdistan (Pdk) e l'Unione patriottica del Kurdistan (Upk). I morti sono più di cento.

31 gennaio 2004
Un'autobomba esplode nei pressi di una stazione di polizia a Mosul, nell'Iraq settentrionale. Almeno 9 morti e 45 feriti il bilancio del nuovo violento attentato. Tre soldati americani sono stati invece uccisi in un attacco a un convoglio nel nord dell'Iraq, sulla strada tra Tikrit e Kirkuk.

28 gennaio 2004
Un morto e numerosi feriti: è il bilancio di un nuovo attentato avvenuto a Baghdad. Un'autobomba, probabilmente guidata da un kamikaze, è esplosa poco dopo l'alba di fronte a un hotel in cui vive il ministro del lavoro iracheno.

27 gennaio 2004
Un convoglio militare è stato preso in pieno da due ordigni a Khaldiyah, 110 chilometri a ovest di Baghdad. Tre i soldati americani morti, uno ferito. Due le vittime irachene.

24 gennaio 2004
Un'autobomba esplode a un posto di blocco a Khaldiya, un centinaio di chilometri ad ovest di Baghdad, uccidendo tre soldati americani e ferendone sei. Feriti anche diversi civili iracheni.

21 gennaio 2004
La città di Baquba, uno dei punti più caldi del famoso "triangolo sunnita", è stata per l'ennesima volta teatro di un attacco contro le milizie americane. L'azione aveva come obiettivo la base militare cittadina delle forze americane, che è stata colpita da razzi e colpi di mortaio. Il bilancio è di tre soldati uccisi e un quarto ferito.

19 gennaio 2004
Centomila sciiti scendono in piazza a Baghdad per manifestare contro gli americani.

18 gennaio 2004
La guerriglia mette a segno un sanguinoso attentato davanti alla sede della coalizione, a Baghad. Il bilancio è di 25 morti e 131 feriti.

17 gennaio 2004
Tre soldati americani e due agenti iracheni uccisi in un attacco a Nord di Baghdad. Un ordigno è esploso al passaggio del mezzo corazzato sul quale viaggiavano.

14 gennaio 2004
Una autobomba esplode davanti ad una stazione di polizia nella città di Baquba nell'Iraq centrale. Almeno 6 le vittime.

9 gennaio 2004
Almeno 5 persone sono rimaste uccise e altre 37 ferite da una bomba esplosa durante la preghiera del venerdì alla moschea sciita di Baquba, 56 a chilometri a nord di Baghdad.

8 gennaio 2004
Abbattuto a Falluja un elicottero Usa: nove morti.

2 gennaio 2004
La guerriglia abbatte un elicottero Usa con un missile terra aria.

1 gennaio 2004
Esplode un'autobomba a Baghdad: 5 morti e 25 feriti.

31 dicembre 2003
Autobomba contro un ristorante a Baghdad: almeno 5 morti e 25 feriti.

27 dicembre
17 morti a Karbala, città santa sciita nell'Iraq centrale a causa di una serie di attentati dinamitardi. Sette tra comuni cittadini e agenti di polizia erano rimasti uccisi sul colpo, insieme a sei militari della coalizione alleata a guida Usa: quattro bulgari e due thailandesi. Il numero dei feriti non è ancora del tutto chiaro, ma comunque oscilla intorno a una cifra non inferiore alle 114-126 unità: tra essi vi sono anche una quarantina di soldati, compresi cinque americani.

26 dicembre 2003
Le perdite americane dall'inizio del conflitto il 20 marzo sono 473: 326 per mano del nemico, 147 per fuoco amico o incidenti. Le perdite della coalizione contano, inoltre, 52 britannici, 17 italiani, 8 spagnoli, due polacchi, un danese e un ucraino.

24 dicembre 2003
Tre militari americani sono stati uccisi quando il veicolo su cui stavano viaggiando è stato fatto esplodere da un improvvisato ordigno esplosivo.

19 dicembre 2003
Un blindato dell'esercito americano salta in aria lungo una strada poco fuori Baghdad. Due soldati Usa sono rimasti uccisi

17 dicembre 2003
Una violenta esplosione uccide a Baghdad ventidue persone.

14 dicembre 2003 - Cattura di Saddam Hussein
Discorso del presidente USA George W. Bush. L'annuncio di Paul Bremer: "Ladies and gentlemen, we got him". Reazioni internazionali favorevoli [vedi].

 


10 dicembre 2003
Paul Wolfowitz, vicesegretario alla Difesa americano, ha dichiarato in un documento del Pentagono che Russia, Francia, Germania, Canada, Cina, sono tra i grandi esclusi dai 26 principali progetti di ricostruzione in Iraq. Ne fanno invece parte 63 paesi, che hanno aderito alla 'coalition of the willing' o nella pratica, o semplicemente sostenendo l'opportunita' di una guerra in Iraq. I 63 paesi elencati si divideranno i 26 appalti ed i 18,6 miliardi di dollari stanziati dal Congresso americano per la "ricostruzione in Iraq".

5 dicembre 2003
Il Presidente americano, George Bush, nomina l'ex Segretario di Stato, James Baker, inviato speciale in Iraq.

4 dicembre 2003
Il primo ministro giapponese, Junichiro Koizumi approva l'invio di 1.100 soldati in Iraq.

30 novembre 2003
Due cittadini sudcoreani sono morti e altri due sono rimasti feriti in una sparatoria vicino a Tikrit, città natale dell'ex presidente Saddam Hussein.
In una feroce battaglia, le truppe americane hanno ucciso 54 guerriglieri iracheni che avevano teso un agguato a due convogli della logistica a Samarra, 110 km circa a nord di Baghdad, nel 'triangolo sunnita'. I feriti sono stati 18, otto gli aggressori catturati.

29 novembre 2003
Uccisi sette spagnoli appartenenti ai Servizi Segreti spagnoli in un aguato a Suwayrah, a circa 30km da Al Hillah, e due diplomatici giapponesi nei pressi di Tikrit.

28 novembre 2003
Visita a sorpresa del presidente americano George Bush in Iraq per trascorrere la festa del Ringraziamento con le truppe. Bush è rimasto nell'aeroporto della capitale irachena solo il tempo di un breve discorso e di un pranzo a mensa coi soldati.

26 novembre 2003
Il Pentagono ha aggiornato i dati dei militari americani rimasti uccisi nella campagna "Libertà per l'Iraq". Sono ufficialmente 431, 297 vittime degli attacchi nemici e 134 vittime di fuoco amico o incidenti.
Complessivamente, gli uomini della coalizione perduti in Iraq supera quota 500: sono 504, con 52 britannici, 17 italiani, un danese, uno spagnolo, un ucraino e un polacco.
Centrata a colpi di mortaio la sede dell'ambasciata italiana a Baghdad. Nessun ferito

23 novembre 2003
Due soldati statunitensi sono stati uccisi nella città settentrionale irachena di Mosul. I due militari statunitensi sono stati sgozzati da aggressori che - secondo testimonianze raccolte sul posto - hanno approfittato del fatto che le loro vittime erano bloccate nel traffico stradale del centro della città, a bordo di un'auto civile.

22 novembre 2003
Almeno quindici persone sono rimaste uccise e altre 25 ferite in seguito a due attentati dinamitardi compiuti quasi simultaneamente contro altrettanti commissariati di polizia a nord di Baghdad: prima a Khan Bani Sadr, villaggio situato tra la capitale irachena e Baquba, una delle località più turbolente e instabili del Paese; quindi a Baquba stessa, situata a 65 chilometri da Baghdad.

21 novembre 2003
Fine del programma Oil for Food, avviato 7 anni fa.La responsabilità operativa sarà affidata alla Coalition Provvisional Authority.
Discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in merito alla chiusura del programma delle Nazioni Unite, Oil for Food.
In un'offensiva senza precedenti dalla fine della guerra in Iraq - ufficialmente dichiarata il primo maggio - gli insorti iracheni hanno colpito oggi con razzi esplosi da carretti trainati da asini due alberghi di Baghdad, l'hotel Sheraton e il Palestine, dove alloggiano giornalisti e funzionari stranieri e il ministero del petrolio. Numerosi i feriti.

16 novembre 2003
Il presidente di turno del Consiglio di Governo Iracheno, Jalal Taabani ha annunciato che entro il mese di giugno vi sarà l’insediamento di un governo sovrano a Baghdad. Tuttavia, il segretario della Difesa Donald Rumsfeld ha ribadito che le truppe americane non si ritireranno dall'Iraq il prossimo mese di giugno, in quanto “il passaggio di poteri non ha nulla a che vedere con le truppe americane in Iraq. Il programma, o la strada che il consiglio di governo descrive si riferisce alle questioni di governo del Paese, e non a quelle della sicurezza. E' una questione separata. Stiamo lavorando per portare altre forze in Iraq. L'annuncio sul governo in Iraq non ha relazione con questo”.

Almeno 17 soldati americani muoiono in seguito alla collisione in volo di due elicotteri Black Hawk avvenuta ieri nel Nord dell'Iraq, nei pressi della città di Mossul.

Nassirya, il comando militare italiano distrutto12 novembre 2003 - Strage di italiani a Nassiriya [vedi]
Alle ore 10 e 45 circa locali, corrispondenti alle ore 8,45 in Italia, strage a Nassiriya: un camion bomba esplode in un attacco contro il quartier generale italiano, radendolo al suolo. Diciannove vittime: 17 tra i militari, due trai civili; muoiono anche otto iracheni, tra i quali tre bambine.

8 novembre 2003
il Cicr (Comitato Internazionale della Croce Rossa) annuncia da Ginevra la chiusura 'temporanea' delle sue sedi di Baghdad e Bassora, nel Sud del Paese. Non smobilita, invece, l'ospedale della Croce Rossa italiana (Cri) a Baghdad e restano al loro posto tutti i 32 italiani - medici, infermieri e tecnici - della missione.

3 novembre 2003
Il senato statunitense ha approvato definitivamente il pacchetto di spese che prevede lo stanziamento di 87,5 miliardi di dollari per le operazioni militari e di ricostruzione in Iraq. La somma stanziata dal congresso americano è una delle più ampie mai previste negli Stati Uniti per operazioni militari o destinate all'estero.

2 novembre 2003
Un elicottero militare americano diretto a Baghdad con più di 30 persone a bordo viene abbattuto a sud di Falluja: muoiono 15 soldati Usa e 20 rimangono feriti.

31 ottobre 2003 - L'ONU lascia l'Iraq
A seguito dei 5 attentati suicidi che hanno fatto 35 morti e più di 230 feriti, il personale delle Nazioni Unite presente a Baghdad, 18 persone, lascerà l'Iraq per trasferirsi a Cipro, dove nei prossimi giorni verrà presa una decisione su un eventuale rientro nel Paese. Le altre 40 persone inviate dall'Onu nella zona di Erbil a nord del paese vi rimaranno in quanto considerata più sicura. La portavoce del Palazzo di Vetro, Marie Okabe, ha sottolineato che non si tratta di un'evacuazione, bensi' di un ''ridislocamento temporaneo'' che non rappresenta in alcun modo ''una decisione politica di disimpegnarsi dall'Iraq''.

26 ottobre 2003 - Wolfowitz scampa a un attentato
29 razzi da 68 e da 85mm vengonolanciati contro l'hotel Rashid dove era alloggiato il sottosegretario alla difesa Usa Paul Wolfowitz. Il 'numero due' del Pentagono e' scampato all'attacco ma un militare americano - un colonnello - e' morto e altre15 persone rimangono ferite.

19 ottobre 2003 - Perdite Usa dopo la "fine" della guerra a quota 200
Due soldati Usa caduti in un'imboscata nei pressi di Kirkuk, nel Nord del Paese, portano il numero dei militari americani uccisi nel conflitto in Iraq a quota 338: dal primo maggio, quando il presidente George W. Bush proclamò la cessazione delle ostilità, si contano ora 200 vittime tra i militari statunitensi.

27 settembre 2003
Tre brigate di fanteria di 5 mila uomini l'una, la 30a della North Carolina, la 39a dell'Arkansas e la 81a dello Stato di Washington partiranno nel mese di gennaio per l'Iraq.
Oltre alle forze armte Usa, i soldati di altre nazioni impegnate sono:
Inglesi: 10.500
Italiani: 2.600
Polacchi: 2.300
Ucraini:1.600
Spagnoli: 1.300

25 settembre 2003
Un attacco di mortaio compiuto contro il mercato della città di Baaquba, a nordest di Baghdad, provoca la morte di otto civili iracheni.

12 settembre 2003
Un gruppo di soldati americani in pattuglia nel centro di Falluja, ha aperto il fuoco contro un mezzo della polizia irachena che stava inseguendo una macchina di rapinatori; uccisi dieci agenti iracheni.

7 settembre 2003
Un bambino di 11 anni e una bambina di nove camminavano oggi nella strada principale di
Fallouja quando si sono trovati coinvolti in uno scontro a fuoco tra polizia e una banda
di ladri. I due bambini sono morti colpiti da proiettili vaganti.

4 settembre 2003
Soldati americani uccidono tre guerriglieri iracheni che stavano collocando ordigni esplosivi al lato di una strada a nordest di Baghdad, nella zona di Baquba.

1 settembre 2003 - Nasce il primo governo del dopo Saddam
Il Consiglio di Governo Provvisorio iracheno ha nominato i 25 ministri del primo governo del dopo Saddam. Yonnadam Yusef Kanna, uno dei suoi componenti, precisa che la rappresentanza confessionale ed etnica ricalca esattamente quella all'interno del Consiglio di Governo. La composizione è la seguente: 13 ministri sciiti, 5 sunniti, 5 curdi, 1 cristiano, 1 turcomanno.
La composizione è la seguente:
Ministero degli Affari Esteri: Hoshyar Zebari,curdo (esponente del PKK)
Ministero delle Finanze: Kamal al Gailani,sunnita
Ministero del Petrolio: Ibrahim Mohamed Bahr al Oulum,sciita
Ministero degli Interni (a cui spetta anche la sicurezza): Nuri Badrane, sciita (del partito pro USA, Iraqi National Accord)
Ministero dei Lavori Pubblici: Nisrin Barwari, unica donna del governo, curda.
Il Ministero dell'Informazione è stato abolito e non è ancora stato nominato né un ministro per la Difesa né per l'Industria bellica.
Il nuovo Presidente ad interim (a rotazione per un mese. Sostituisce Ibrahim Jafari) è stato nominato nella persona di Ahmed Chalabi, leader del Iraqi National Congress. Il governo dovrebbe rimanere in carica fino alle elezioni del 2004 e fino a quella data sarà l'attuale amministratore americano Paul Bremer a ricoprire la funzione di primo ministro. Il nuovo organo dovrà nominare un comitato che avrà il compito di redigere una nuova Costituzione.

Due persone sono rimaste uccise quando la polizia irachena e membri dell'organizzazione sciita Sciri (Consiglio supremo della rivoluzione islamica) hanno attaccato la casa di un esponente del partito Baath nella città santa sciita di Najaf.

29 agosto 2003 - Attentato moschea di Najaf: 83 morti
Attentato alla moschea di Najaf nel quale vi sono stati 83 i morti e 228 feriti.
Nell'attentato ha perso la vita l'ayatollah Mohammed Bakr al Hakim, leader del partito sciita Consiglio Supremo per la Rivoluzione islamica in Iraq (Sciiri), partito che siede nel Consiglio di Governo iracheno.

19 agosto 2003 - Attentato alla sede dell'Onu a Baghdad: muore De Mello.
Un camion carico di esplosivi è stato lanciato contro la sede delle Nazioni Unite a Baghdad. 17 persone sono morte e tra le vittime ci sono Sergio Vieira de Mello, l'inviato speciale dell'Onu, e Christopher Klein-Beckman, coordinatore dell'Unicef in Iraq. Sergio Vieira de Mello, sarà sostituito da Ramiro Lopes da Silva.

22 luglio 2003
Arrivo in Iraq del Generale John Abizaid, successore del Generale Tommy Franks, a capo del Comando centrale delle forze USA.

13 luglio 2003 - Prima riunione del Governo provvisorio
Nella vecchia sede del Ministero dell’Industria militare si sono riuniti per la prima volta gli esponenti del Consiglio di Governo ad Interim, organismo transitorio che dovrà amministrare il paese fino al momento in cui verranno indette e celebrate libere elezioni politiche, previste per non prima della metà del 2004. Il Consiglio di Governo ad Interim, i cui componenti sono stati scelti dall'amministrazione civile americana con l'aiuto di sette tra i principali raggruppamenti politici del paese, e' composto da 25 iracheni e riflette la composizione etnica e religiosa del paese.
L’organismo e' formato da 13 sciiti (Ahamd Chalabi, leader dell’Iraqi National Congress), 5 sunniti (Adnan Pachachi, ex rappresentate dell’Iraq alle Nazioni Unite), 5 curdi (Massoud Barzani, leader del Partito Democratico del Kurdistan), 1 cristiano ed 1 turcomanno (Sondul Chapouk, leader dell’Organizzazione delle Donne Irachene) per una popolazione composta dal 63% di sciiti, 20%di curdi, 13% sanniti, 3% cristiani, 1% turkmeni.

27 maggio 2003
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha nominato il brasiliano Sergio Vieira de Mello come Special Representative in Iraq per un periodo di 4 mesi.

22 maggio 2003 - ONU: fine dell'embargo
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato con 14 voti favorevoli ed 1 astenuto (la Siria non ha preso parte alla votazione) la risoluzione 1483 sull’Iraq presentata da Stati Uniti, insieme a Gran Bretagna e Spagna ponendo fine a 13 anni di embargo. Francia, Germania e Russia hanno dato il loro sostegno alla proposta americana per sollevare le sanzioni contro l'Iraq e sancire l'autorità delle forze di occupazione (Stati Uniti e Gran Bretagna) nell'amministrazione del Paese per un periodo di 12 mesi al termine del quale si riunirà nuovamente il Consiglio per valutarne l'operato. Il ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, in una conferenza congiunta a Parigi insieme al ministro tedesco, Joschka Fischer e al ministro russo, Igor Ivanov, hanno dichiarato "abbiamo deciso di votare in favore di questa risoluzione, anche se il suo testo non arriva laddove avremmo auspicato''.

La risoluzione 1483 definisce: 1. la revoca delle sanzioni imposte dall’ONU nel 1990 salvo per l’embargo alla vendita di armi; 2. le potenze occupanti, USA e Gran Bretagna, insieme a un rappresentante speciale dell’ONU aiuteranno a formare un’amministrazione provvisoria irachena, finché nonni instauri un governo riconosciuto sul piano internazionale; 3. la fine graduale del programma “Oil for Food” il quale si concluderà entro sei mesi; 4. l’istituzione di un “Programma di Sviluppo” sorvegliato da un Consiglio Consultivo di cui faranno parte anche le Nazioni Unite (il quale avrà funzione anche nel processo politico nella formazione di un governo iracheno) nel quale dovrebbero confluire tutti i proventi del petrolio iracheno ed i fondi dell’ex regime congelati all’estero; 5. il rappresentante speciale per l’Iraq, nominato dal Segretario Generale della Nazioni Unite, avrà compiti di coordinamento delle attività umanitarie e di ricostruzione, promozione dei diritti umani e riforma della politica e delle istituzioni della giustizia; 6. il consiglio di sicurezza torni a prendere in esame il mandato degli ispettori ONU.

12 maggio 2003 - Jay GArner sostiuito da Paul Bremer
Paul Bremer, il nuovo amministratore civile americano dell'Iraq nominato il 2 maggio 2003, è arrivato a Baghdad al posto di Jay Garner.

7 maggio 2003
Arrivo a Baghdad del convoglio italiano composto da medici, infermieri e personale logistico che impianterà il primo ospedale italiano su territorio iracheno. Il gruppo è composto da undici mezzi ed è scortato da 15 Carabinieri del reggimento Tuscania, chiamati a garantire la sicurezza della struttura sin dalla sua installazione. La missione è inserita nel quadro del programma italiano di soccorso umanitario e riabilitazione socio-economica dell'Iraq.

3 maggio 2003
Il Pentagono ha elaborato un “piano di stabilizzazione” secondo il quale l'Iraq sarà diviso in tre settori militari (20.000 uomini per ogni settore) pattugliati da una forza multinazionale sotto il comando americano, britannico e polacco a capo della quale vi sarà il generale Tommy Franks, comandante delle forze americane in Iraq. Della forza multinazionale non faranno parte Francia, Germania e Russia, ma vi prenderanno parte paesi minori come l’Italia, l’Albania (200 uomini), la Bulgaria, la Danimarca, la Spagna, l’Olanda e l’Ucraina le quali hanno offerto assistenza per operazioni di polizia, sminamento e assistenza umanitaria. Se alle Nazione Unite viene offerto solo un ruolo di “pura assistenza alle popolazioni”, la NATO rimarrà “sostanzialmente ai margini del piano”.

2 maggio 2003
Il diplomatico conservatore Paul Bremer è stato nominato dall'amministrazione Bush alla guida dell'intera operazione di ricostruzione in Iraq (proconsole a Baghdad) ed eserciterà la sua autorità sul generale Jay Garner, amministratore provvisorio dell'Iraq. Garner risponderà a Bremer per la ricostruzione e l’Ambasciatore Zalmay Khalilzad per la politica.

1 maggio 2003
Bush a bordo della portaerei Lincoln annuncia la fine della guerra. Il Presidente nel suo messaggio ha sostenuto che “la guerra in Iraq è finita, ma è solo una tappa nella lotta al terrorismo iniziata l'11 settembre 2001 […] anche se i combattimenti più grossi sono finiti, il conflitto va avanti e impegni difficili restano davanti, perché la missione non è ancora compiuta”. Bush ha continuato il suo discorso sostenendo che “lasceremo un Iraq libero e democratico e ricostruito. Stiamo dalla parte della libertà dell'uomo: in Afghanistan, in Iraq e anche in una pacifica Palestina. Il nostro impegno per la libertà fa parte della tradizione americana […] La guerra contro il terrorismo è in accordo e protezione di tali principi. L'uso della forza è stato e rimane l'ultima risorsa; ma se ce ne sarà bisogno, difenderemo ancora la pace”. Al termine del suo discorso Bush ha ribadito il concetto della legittimità preventiva dichiarando che “ogni individuo impegnato o intenzionato a compiere attacchi terroristici contro il popolo americano diventa un nemico di questo Paese e un obiettivo nel mirino della giustizia statunitense”.

24 aprile 2003
Le forze americane hanno arrestato l’ex primo ministro Tarek Aziz
Oltre ad Aziz è stato arrestato anche l'ex capo dell'intelligence irachena, Farouk Hijazi.

21 aprile 2003
Il generale statunitense Jay Garner si insedia a Baghdad per assumere le funzioni di amministratore civile dell'Iraq. Il compito più urgente è stato dichiarato essere quello di ripristinare la rete elettrica e l'acqua potabile nella capitale.

14 aprile 2003
Le forze statunitensi entrano a Tikrit, città natale di Sadddam Hussein e ultima roccaforte del regime iracheno nel centro del paese.
Il Pentagono ha annunciato che con la capitolazione di Tikrit si è conclusa la fase della guerra vera e propria in Iraq, anche se combattimenti sporadici sussistono in alcune zone.

11 aprile 2003
I curdi e le forze statunitensi conquistano Kirkuk, città nel nord dell'Iraq. Imminente la caduta di Mosul, la seconda città del paese.

9 aprile 2003
L'esercito statunitense conquista Baghdad senza trovare resistenza. Cade il regime di Saddam Hussein.

20 marzo - 8 aprile 2003
Operazioni belliche
[vedi lo speciale "obiettivo Iraq"]

20 marzo 2003: inizio della guerra

(tratta da www.iai.it)

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