La ricostruzione

Conferenza dei donatori per la ricostruzione dell’Iraq, Madrid, Campo de “las Naciones”, 23-24 ottobre 2003.

I rappresentanti di circa 70 paesi, 21 organizzazioni internazionali e 11 organizzazioni non governative si incontrano a Madrid, alla presenza del Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, del Segretario di Stato americano Colin Powell e del governatore americano dell’Iraq Paul Bremer. La conferenza è stata aperta da un discorso introduttivo del Ministro degli esteri Ana Palacio.

La conferenza dovrebbe portare alla costituzione di un "Multi-Donors Trust Fund" dove convergerebbero le risorse rese disponibili dai donatori per assistere il processo di ricostruzione in Iraq, un fondo fiduciario separato da quello della coalizione.
La Conferenza si articola in tre distinte sessioni di lavoro: una sull'assistenza umanitaria; una dedicata a incontri con il mondo imprenditoriale; e una, a livello governativo, sul ruolo della comunità internazionale (24 ottobre).

Posizione e ruolo dell'Italia
All'apertura di questa sessione, il Ministro degli Affari esteri Franco Frattini, in qualità di Presidente del Consiglio dell'UE, conferma il sostegno dell'Unione europea alla visione di un Iraq democratico, ricostruito e ristabilito nella propria sovranità. A nome dell'Unione Europea, Franco Frattini ha ricordato nel suo discorso che l'Unione Europea stanzierà 730 milioni di euro per gli aiuti umanitari, di cui 200 milioni di euro a carico del bilancio comunitario saranno impegnati per la ricostruzione del paese.

Il ministro Franco Frattini ha poi sottolineato che nel quadro dei contributi nazionali, l'Italia stanzierà 200 milioni di euro nei prossimi tre anni (i quali vanno ad aggiungersi ai 286 milioni di euro stanziati fino ad oggi)

Ma quanto costerà
Secondo le prime stime della Banca Mondiale il fabbisogno necessario per la ricostruzione dell’Iraq di qui al 2007 ammonterebbe 36 miliardi di dollari cui 9,301 miliardi di dollari per l’anno 2004 e 26,518 miliardi per il periodo 2005-2007. Tali fondi sarebbero utilizzati per il ripristino dell’amministrazione, del sistema sanitario, impiego, infrastrutture e agricoltura. Secondo le stime americane bisogna aggiungere altri 19 miliardi di dollari per lo sviluppo dei seguenti settori: sicurezza, industria petrolifera, affari esteri, questioni culturali e ambientali e religiose.

Le priorità
Secondo l'analisi pubblicata nel Joint Iraq Needs Assessment delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale, si possono individuare undici settori di intervento prioritario:
1. Sanità
2. Istruzione
3. Agricoltura e sicurezza alimentare
4. Infrastrutture-Trasporti-Elettricità
5. Sminamento
6. Forniture e depurazioni idriche
7. Occupazione
8. Ristabilimento di un quadro giuridico certo (Governance e Rule of Law)
9. Gestione macroeconomica e del settore pubblico
10. Commercio e sostegno agli investimenti
11. Settore finanziario e bancario

La lista dei paesi donatori
Ad oggi i contributi previsti per la ricostruzione sono:
UNIONE EUROPEA: 250 milioni di dollari (200 milioni di euro) destinati alla ricostruzione del paese per il 2003-2004, in aggiunta ai contributi nazionali. E previsto uno stanziamento di 730 milioni di Euro per aiuti umanitari entro il 2007

STATI UNITI: 20 miliardi di dollari in 18 mesi

GIAPPONE: 1,5 miliardi di dollari destinati soprattutto a scuola, elettricità, occupazione, acqua.

GRAN BRETAGNA: Ha già investito circa mezzo milione di dollari e porterà altri 375 milioni di dollari nei prossimi due anni (2004-2005). Per un totale di 912 milioni di dollari.

SPAGNA:105 milioni di dollari. 300 milioni di dollari da qui al 2007

ITALIA: 200 milioni di euro nei prossimi tre anni

COREA DEL SUD: 200 milioni di dollari

SVEZIA: fornirà solo assistenza umanitaria fino alla creazione di un governo iracheno sovrano.

GERMANIA: 220 milioni di dollari

CANADA: 200 milioni di dollari

OLANDA: 15 milioni di dollari

BANCA MONDIALE:si e impegnata a versare dai 3 ai 5 miliardi di dollari destinati all’International Recostruction Find Facility, un fondo di due recipienti (uno amministrato dalla Banca Mondiale e l’alto dall’ONU) che gestisce gli aiuti.

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE:4,25 miliardi di dollari in tre

www.rainews24.it | scrivi alla redazione