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1 gennaio 2002: un continente, una moneta
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Il
1° gennaio 2002 gli italiani diventeranno tutti un po' più "europei",
perché avranno come valuta l'Euro (€), e non più la lira. Il cambiamento
di valuta è forse l'avvenimento più importante nella storia economica
dell'Italia, e rappresenta, insieme alla creazione del mercato unico
avvenuta il 1° gennaio 1993, il passo in avanti più rilevante del
processo di integrazione europea. I vantaggi dell'euro sono numerosi:
ogni volta che ci si recherà in un altro paese dell'area dell'euro
(cd. Eurolandia) per turismo o per affari si risparmieranno le commissioni
bancarie per il cambio di valuta, e si eviteranno i rischi di cambio
(dovuti alle oscillazione dei tassi di cambio).
Inoltre l'euro assicurerà una maggiore stabilità all'economia
italiana, essendo ora parte di un'economia più grande, appunto quella
di Eurolandia. Questo vorrà dire che vi sono minori probabilità
di deficit pubblici elevati (grazie alle regole del Patto di stabilità),
e di alti tassi di inflazione. In sostanza l'euro porterà maggiore
stabilità. L'arrivo dell'euro cambia la vita quotidiana. Per capire
come comportarsi nel nuovo contesto monetario, bisogna allora conoscere
le regole dell'euro. D'altronde non è possibile immaginare che un
cambiamento così delicato possa avvenire senza regole (oppure con
regole diverse di volta in volta).
Le regole più importanti sono:
1) la lira come valuta con corso legale cessa di esistere il
31 dicembre 2001 (artt. 1, 2, 3, 5, 6 del Reg. Ce 974/98): pertanto
nel 2002 quando scriviamo importi monetari in un qualsiasi documento
legale (es. assegni, fatture, scontrini, contratti) bisogna usare
l'euro (salvo nei bilanci e nelle dichiarazioni fiscali riferite
solo al 2001, dove si possono riportare i dati del 2001 ancora in
lire)
2) le banconote e monete in lire possono essere usate fino al
28 febbraio 2002 (art. 15 del Reg. Ce 974/98, art. 155 della
L. 388/2000): il loro uso avverrà per il controvalore in euro. Per
esempio, quando nel gennaio e febbraio 2002 pagheremo alla cassa
con una banconota da 5.000 lire il cassiere non digiterà 5.000 (che
vorrà dire solo 5.000 €), bensì 2,58 €, che è il controvalore in
euro della banconota da 5.000 lire (va detto però che alcuni registratori
di cassa consentiranno, premendo un apposito tasto, e digitando
5.000, di visualizzare nel display e stampare nello scontrino 2,58
€; questo però non cambia i termini della questione)
3) l'utilizzo del tasso di cambio 1936,27 va utilizzato quando:
a) si trasformano in euro i contanti in lire per poterli registrare:
es. se si danno 3 biglietti da 1.000 lire, il cassiere non può battere
in cassa una cifra tonda come 1,50 €, bensì deve fare 3.000 : 1936,27
= 1,54937… = 1,55 €. Naturalmente, utilizzando un euroconvertitore,
non vi è bisogno di digitare 1936,27, in quanto questo è nella memoria
della calcolatrice, né di fare l'arrotondamento, poiché questo lo
fa automaticamente la macchina; b) si trasformano in euro gli importi
in lire contenuti nei documenti legali (art. 14, Reg. Ce 974/98):
es. se si ha un contratto di affitto che prevede una pigione di
1.000.000 di lire, nel mese di gennaio 2002 l'affitto diventa pari
a 1.000.000 : 1936,27 = 516,4568… = 516,46 €. Anche in questo caso
va utilizzato il tasso 1936,27, e arrotondare il risultato al cent
di euro.
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VIDEO
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15/12/2001
I prezzi euro
Massimiliano
Di Pace, economista, spiega le novità dell'euro
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| L'Euro,
praticamente... |
Il
simbolo dell'euro è una "E" tagliata da due linee
orizzontali parallele. Esso rievoca in particolare una delle lettere
dell'alfabeto ellenico e, più in astratto, il mondo greco
e la cultura classica. I due segmenti che tagliano la lettera simboleggiano
la stabilità della moneta.
L'unione economica e monetaria (UEM) è il processo teso
ad armonizzare le politiche economiche e monetarie degli Stati membri
dell'Unione, in vista dell'adozione di una moneta unica, l'euro,
avvenuta il 1° gennaio 1999.
Da quella data l'euro è usato come valore scritturale da
undici Paesi e, dal primo gennaio 2002, circolerà sotto forma
di banconote e monete metalliche.
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ASSEGNI |
| qualsiasi assegno recante una data del 2002 deve
essere in euro. Per emettere assegni in euro bisogna avere lo specifico
libretto di assegni in euro, che si può ritirare in qualsiasi momento
presso la propria banca (anche se si ha il c/c ancora in lire, e
non si ha terminato il carnet degli assegni in lire). Con gli assegni
in euro occorrerà ricordarsi che quando si scrive l'importo in cifre
(in alto a destra) bisogna aggiungere dopo la virgola "00" se l'importo
è privo di cent. Inoltre, dato che in quasi tutti gli assegni è
prestampata la virgola, di fatto quando si scrive l'importo bisogna
partire da destra (mentre con le lire si partiva da sinistra, subito
dopo il termine Lit). Quando invece si scrive l'importo in lettere
(al centro dell'assegno) bisogna ricordarsi di scrivere "/00" alla
fine di esso, se non vi erano cent, oppure l'importo dei cent in
cifre (se ve ne erano; es. cinquecentoquattordici/27). |
| C/C E DEPOSITI |
PRESTITI, MUTUI E DEBITI0 |
| Le
banche e le Poste stanno provvedendo a ridenominare in euro
(gratuitamente) i conti correnti e i depositi entro il 31
dicembre 2001. Pertanto nessun infarto se un giorno il saldo
sembra minuscolo, in quanto vuol solo dire che l'importo
rappresenta euro e non più lire (ma ci sarà ben evidente
il simbolo dell'euro a ricordarlo). Tutti i conti e depositi
sono in euro dal 1° gennaio 2002. Da questa data il saldo e
qualsiasi operazione (es. anche versamento di contanti in
lire, operazione possibile fino al 28/2/2002) è espressa
solo con importi in euro. |
Dal 1° gennaio 2002 vi è una
ridenominazione automatica in euro, che consiste nel dividere l'importo
in lire per 1936,27 e arrotondare al cent di euro più vicino (se
il 3° decimale è un 5,6,7,8,9 l'arrotondamento è per eccesso, altrimenti
per difetto). Pertanto le richieste di pagamento emanate dall'inizio
del 2002 saranno solo in euro (per controllare che non vi sono sbagli
è sufficiente moltiplicare l'importo in euro per 1936,27 e verificare
se il risultato coincide con il vecchio importo in lire (è ammessa
una differenza al max di 10 lire = mezzo cent). Ovviamente, secondo
il principio generale di continuità dei contratti i tassi di interesse
(se fissi) non cambieranno (né sarà possibile rifiutare il pagamento
per effetto del cambiamento di valuta). |
| TITOLI DI STATO, AZIONI, OBBLIGAZIONI, FONDI COMUNI |
BUONI FRUTTIFERI E LIBRETTI DI RISPARMIO |
| Già
dal 1° gennaio 1999 sono tutti espressi in euro, in quanto l'euro
è già da questa data la valuta nazionale dell'Italia (e degli altri
paesi Uem). Il 1° gennaio 2002 pertanto non succederà nulla di nuovo
(salvo che il saldo del conto titoli sarà espresso solo in euro,
e non più anche in lire). |
Nessun timore
anche in questo caso. Questi titoli continuano a valere anche se
riportano gli importi in lire. I buoni fruttiferi saranno incassati
in euro al momento della loro scadenza, mentre i libretti (ossia
il saldo) verranno riquantificati in euro alla prima occasione in
cui il detentore effettua un'operazione (versamento o ritiro). |
| STIPENDI E PENSIONI |
CONTRATTI |
| Le
buste paga e i cedolini delle pensioni conterranno solo
importi in euro a partire dal 1° gennaio 2002 (a differenza
di oggi in cui vi è solo il totale netto a pagare anche in
euro). E' cura del datore di lavoro e degli enti
pensionistici provvedere a trasformare tutti gli importi dei
fogli stipendio/pensione da lire ad euro. Anche i pagamenti
avverranno solo in euro dal 1/1/2002. |
L'applicazione dei contratti con importi in
lire ancora validi nel 2002 (in quanto senza scadenza o con scadenza
successiva al 31/12/2001) segue 3 regole: 1) non cambiare nulla
(art. 3, Reg. Ce 1103/97); 2) quantifica in euro tutti gli importi
in lire (art. 14, Reg. Ce 974/98); 3) scrivi questi nuovi importi
su fogli di carta o nel computer, ma non sui contratti originali,
che rimangono validi così come sono (né c'è bisogno di rifarli e
rifirmarli) (art. 7, Reg. Ce 974/98).1 |
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Per chi utilizza il computer: € = AltGr+e
[Ascii: Alt+0128, non ancora disponibile su tutte le macchine]
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| Nel
set di caratteri UNICODE standard al simbolo dell'euro
è assegnato il carattere U+20AC EURO SIGN. Per evitare
confusioni, il carattere U+20A0 EURO-CURRENCY SIGN è stato
aggiornato con una nota informativa e un riferimento incrociato
a U+20AC EURO SIGN. Per ulteriori informazioni, vedere
il sito di Unicode
Consortium |
| Nella
Tabella codici di Windows il simbolo è stato aggiunto
nella posizione "0x80" alle tabelle codici 1250
Europa orientale, 1252 Occidentale, 1253 Greco, 1254 Turco,
1257 Baltico, 1255 Ebraico, 1256 Arabo, 1258 Vietnamita,
874 Tailandese. Per la tabella codici 1251 Cirillico il
simbolo verrà aggiunto nella posizione "0x88".
Altre tabelle codici sono controllate dai governi o dalle
commissioni preposte all'emanazione degli standard. |
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