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Era prevedibile che durante una guerra
mediatica e permanente come questa, nella rete Web comiciassero
ad apparire «streaming live» da Baghdad.
Abbiamo individuato un certo numero di canali Web che,
nel corso della giornata, trasmettono immagini "live"
da Baghdad. Ve li proponiamo in questa pagina. Potete
provare, confrontanto le immagini con la mappa interattiva
raggiungibile da questo
link, a cimentarvi per individuare il luogo delle
riprese (per lo streaming CNN, la telecamera è
posta sul tetto dell'albergo Rashid).
A noi interessa sottolineare che quest'aumento
delle immagini in diretta da Baghdad non corrisponde
a una maggior conoscenza di quanto stia avvenendo nella
città. Anzi: la quantità delle informazioni
sembra diminuire in modo inversamente proporzionale
all'aumentare delle immagini trasmesse.
Stiamo assistendo a uno slittamento
progressivo delle modalità di comunicazione da
quelle tipiche della figura dell'inviato (libero di
vedere, fotografare, ragionare, comunicare), a quelle
imposte dalla nuova figura del giornalista «embedded»
incorporato nell'esercito (libero di vedere ma non di
comunicare tutte le informazioni che ottiene e sopratutto
di elaborare valutazioni), alle modalità offerte
dalla telecamera «Unmanned» (libera
di riprendere dal vivo ma non di spostarsi e di elaborare
montaggi).
Sta avvenendo nell'informazione qualcosa che già
avviene nell'utilizzo tattico dell'aviazione militare:
alcuni tipi di aerei dell'aviazione americana possono
volare senza pilota ma diretti da un controllo remoto,
così l'informazione televisiva può proporre
informazioni senza bisogno di inviati (talvolta ingovernabili
come Peter Arnett) ma utilizzando immagini «live»
monitorate da un controllo remoto, una forma nuova di
giornalismo: il "giornalismo drone".
Forse questo scenario per ora solo suggerito da pochi
elementi non è poi così distante nel nostro
prossimo futuro: Guerra permanente, diretta continua,
giornalisti droni.
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