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di Vittorio di Trapani
DB7. In questa sigla
è sintetizzata la valutazione del rischio
sugli investimenti in Iraq. E' il livello più
alto: "I ritorni sugli investimenti sono
praticamente impossibili da predire con un adeguato
grado di accuratezza. La struttura interna commerciale
è, a tutti gli effetti, interrotta".
Il rilevamento è stato realizzato da Dun&Bradstreet
per conto dell'ICE, l'Istituto nazionale per il
Commercio Estero. "Le relazioni tra l'Iraq
e le Nazioni Unite continuano ad influire sul
rating di rischio del paese", si legge nell'analisi
del rischio paese aggiornata al settembre 2002.
"Nei mesi scorsi, sia la comunità
internazionale che Washington erano state meno
favorevoli ad appoggiare l'intenzione del presidente
George W. Bush di intraprendere un'azione militare
contro il presidente Saddam Hussein. Tuttavia
- secondo lo studio elaborato da D&B - un'azione
militare entro i prossimi 9 mesi appare inevitabile.
Gli Stati Uniti
hanno appena finito di potenziare la loro base
in Qatar e continuano ad intrattenere dialoghi
con i vari gruppi iracheni dell'opposizione a
Washington e Londra". Al momento della pubblicazione
di questa analisi, l'Onu ancora non aveva varato
la risoluzione 1441, con voto unanime del Consiglio
di Sicurezza.
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