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| Cirami e il legittimo sospetto |
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2001 - Una visita troppo sollecita
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Il 3 aprile 2001 Renato
Squillante, l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano, che
hanno incaricato un medico milanese di visitarlo in clinica
a Roma, dove è ricoverato, prima di disporre ufficialmente
la visita. Squillante contesta la ''particolarità delle
scansioni cronologiche'' che hanno portato alla visita medica
e parla di ''inimicizia grave'' nei suoi confronti. Nella ricusazione,
l' imputato spiega che il 28 marzo fu ricoverato nella clinica
Annunziatella di Roma, i cui medici gli prescrissero 7 giorni
di ricovero per 'crisi di male asmatico'. Il giorno dopo, i
collaboratori del suo difensore, avv. Andrea Fares, avvisarono
i giudici della 1/a Sezione penale e l' ufficio del Pm Ilda
Boccassini. Nella mattinata dello stesso giorno, sostiene Squillante,
il Tribunale acquisì nella clinica romana la documentazione
medica. Il giorno dopo, il 30 marzo, Squillante non si presentò
al processo Sme e il suo difensore chiese un rinvio del processo.
Alle 10,45 il Tribunale, su richiesta del Pm, autorizzò
il prof. Ugo Garbarini, un medico di Milano, a partire per Roma
e a sottoporre Squillante a una visita fiscale che cominciò
alle 11,45. Alle 13,30 circa, ricevuta la relazione con la quale
il medico milanese confermava la situazione clinica di Squillante,
il Tribunale rinviò il processo al 6 aprile.
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| Le indagini degli avvocati
di Squillante avrebbero accertato che il medico era partito
da Milano alle 8 della mattina del 30 con un biglietto prenotato
il giorno prima. Quindi, per Squillante l'autorizzazione alla
trasferta era stata data prima della lettura dell'ordinanza,
oppure i giudici, visti i tempi, hanno avvertito il medico mentre
erano in camera di consiglio. Per l'ex giudice, la seconda ipotesi
è la più probabile. Insomma, secondo Squillante
la decisione è stata presa dai giudici senza il ''necessario
contraddittorio'' tra le parti, accusa e difesa, attraverso
''l' adozione di un provvedimento fuori udienza'' il giorno
prima, che ''ha dato prova di grave pregiudizio''.
Della vicenda si occupa la Corte d'appello di Milano. La
ricusazione di Squillante è importante, perché
accompagnata da una analoga iniziativa presa dai legali di
Previti nel processo Imi-Sir, e rigettata dai giudici d'Appello.
Ma anche perché in qualche misura anticipa le iniziative
di legge in materia di legittimo sospetto prese dal governo
Berlusconi un anno più tardi. La ricusazione di Squillante
viene dichiarata subito inammissibile dalla V sezione della
corte d'Appello. Stessa sorte subirà un'analoga ricusazione
dei giudici da parte di Previti alla quale si associa la difesa
di Berlusconi. Le udienze vengono però rinviate al
20 aprile per consentire ad imputati e difensori candidati
alle elezioni politiche di raccogliere le firme necessarie
alla loro presentazione. E per consentire ad essi di partecipare
alla campagna elettorale viene deciso un ulteriore rinvio
al 14 maggio, giorno successivo alle elezioni.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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