Cirami e il legittimo sospetto
Diamo i numeri
2001 - Anomalie natalizie
Due giorni dopo il Natale 2001, Cesare Previti ricompare in aula deciso ad un nuovo attacco. Dopo aver letto una dichiarazione nella quale parla dell'intenzione del collegio giudicante di ''giungere ad una condanna ingiusta'' e di ''coordinamento ambientale ai miei danni'' da parte dei vari giudici, sostiene che ''non vi è spazio né per la legge né per la Corte Costituzionale''.

''Proprio oggi - attacca Previti - il presente collegio, contrariamente a un principio di diritto inderogabile e tassativo, sancito dalla legge penale e recepito dalla Corte di Cassazione, mi ha negato per la terza o quarta volta, il diritto al proscioglimento immediato rispetto a un reato che non solo non ho mai commesso, ma che neppure è previsto per legge. Basti ricordare che permane nei miei confronti una imputazione ex art.319ter del codice penale (corruzione in atti giudiziari, ndr) nonostante la Corte di Cassazione abbia inequivocabilmente affermato l'inconfigurabilità di tale reato. A fronte di ciò è inutile dire che sono state disattese pure quelle istanze dirette ad adeguare il capo di imputazione al dettato di legge''.

2001 - SOMMARIO
Una visita toppo sollecita
Le dichiarazioni spontanee
I 4 vizi del processo
Le verità di De Benedetti
Sull'orlo di un conflitto istituzionale
Le ragioni del tribunale di Milano
Legalità stravolta?
La lgge sulle rogatorie internanali
Un processo a strappi
Anomalie natalizie
Fuori dal sistema
Il giorno di Prodi e Amato
Deroga ad personam

A giudizio di Previti il tribunale di Milano sta travolgendo "i poteri e le prerogative del Parlamento tutto (visto che una intera legge dello Stato, la legge 367 del 2001, è stata semplicemente ignorata), della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione''. I giudici, spiega Previti, hanno anche "disatteso la sentenza della Corte Costituzionale n. 225 del 2001 nella parte in cui ha annullato irrimediabilmente ben quattro ordinanze pronunciate dal Gup Rossato. In quell'occasione quest'ultimo, sull'ormai nota vicenda degli impedimenti parlamentari, sacrificati all'esigenza dell'azione giudiziaria rapida ed 'efficace' mi ha rinviato a giudizio in virtù di una legge 'fotografia' suggerita da magistrati di Milano alla precedente maggioranza parlamentare, ed applicata su tutto il territorio nazionale soltanto ai due imputati 'eccellenti' quali il sottoscritto e l'on. Berlusconi. Tale legge posticipava, per il tempo necessario a rinviarmi a giudizio, l'entrata in vigore di una norma che prevedeva, in modo tassativo, l'incompatibilità tra le funzioni di Gip e di Gup, del resto già da tempo sostenuta sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza''. Il tribunale di Milano, insomma, ha volutamente ignorato "la sentenza della Consulta n. 225 del 2001 (…) confermando l'esistenza di un vero 'coordinamento ambientale' ai miei danni" e "introducendo nell'ordinamento giuridico la nuova categoria dell'annullamento 'innocuo' che equivale di fatto alla soppressione di un diritto". Quanto alle accuse di una tattica dilatoria della difesa, Previti ricorda che "i 'famigerati' impegni parlamentari dei quali mi sarei strumentalmente avvalso, sono arrivati, in questo processo, su un totale di 52 udienze, all'impressionante numero di tre, ivi compreso quello che ha determinato la ritorsione natalizia. Sono imputato innocente perché so di esserlo e perché tale mi presume la Costituzione: sono tuttavia privato della possibilità di difendermi in un processo giusto dinanzi a un giudice imparziale e terzo''.

In cerca di avvocati
Dopo la lunga requisitoria contro i giudici del tribunale, nella stessa udienza del 27 dicembre che definisce ironicamente un ''regalo natalizio'', Previti annuncia: revoco il collegio di difesa. Il presidente della prima sezione penale del tribunale di Milano, Luisa Ponti, sospende allora l' udienza per la nomina di un difensore d'ufficio per il parlamentare: è l'avvocato Alessandro Bastianello, reclutato attraverso il call-center dell'Ordine degli avvocati di Milano. Subito dopo la nomina, Bastianello chiede i termini a difesa per studiare le carte, che gli vengono concessi fino al 21 gennaio. Ma i giudici vogliono andare avanti lo stesso: il tribunale ricorda che, a norma dell'articolo 107 del Codice di procedura penale, i difensori di fiducia, seppure revocati, restano in carica fino al termine concesso al difensore d'ufficio. Quindi, devono garantire la loro presenza per permettere la prosecuzione delle udienze. Ma i difensori dell'on. Previti sono spariti.
I giudici danno ordine alla cancelleria della sezione di rintracciarli, senza successo. Il tribunale rinvia l'udienza al giorno dopo.

1999
A novembre del 99 il gup del Tribunale di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ...
2000
Lo scontro fra la Procura e la difesa è durissimo fin dalle prime udienze del dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza ...
2001

Il 3 aprile 2001 Renato Squillante, l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori. I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano ...

2002
L'anno si apre nel segno della polemica politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni di esponenti dei partiti, il caso Brambilla...
2003
Con il processo temporaneamente sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata dai legali...
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