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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2001 - Ghedini: processo fuori dal sistema |
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Il 28 dicembre, l'udienza si apre con i difensori di Previti
che, invitati a partecipare dal tribunale anche dopo la clamorosa
revoca del mandato decisa il giorno prima dall'ex ministro,
sostengono di non essere legittimati a proseguire la difesa.
Uno di loro, l'avvocato Michele Saponara, (anche lui deputato
di Forza Italia) spiega: sono presente con il collega Giorgio
Perroni ''per rispetto all'istituzione'', ma di non posso
accogliere l'invito dei giudici perché ''comporterebbe
gravissimi danni deontologici''. I due avvocati chiedono un
rinvio o al 21 gennaio 2002 (quando scade il termine concesso
al difensore d'ufficio per esaminare le carte), oppure all'11
gennaio 2002, quando saranno in grado di contattare i rappresentati
del Consiglio dell' Ordine forense per un parere sulla loro
presenza in aula.
Ce n'è abbastanza per scatenare il Pm Ilda Boccassini,
che accusa: Previti ''ha deciso di rifiutare questo processo
e le istituzioni'', e ''la revoca dei difensori è dovuta
ad un malessere nei confronti delle istituzioni e non nei
confronti degli avvocati di fiducia''.
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Dopo una lunga camera di consiglio, i giudici rigettano
anche questa volta le richieste dei difensori sostenendo che
''valore essenziale dell'ordinamento - spiega il presidente
Luisa Ponti leggendo l'ordinanza - è il regolare svolgimento
del processo'' anche ''a garanzia dell'imputato''. Si va avanti
e l' avv.Luisa Bontempi è nominata difensore d'ufficio
di Previti in attesa che l'altro legale sia pronto.
Una decisione che evita lo stralcio della posizione di Previti
e induce l' avv.Ghedini ad accusare i giudici di essersi posti
''al di fuori del sistema codicistico'' e di celebrare ''un
processo senza il diritto irrinunciabile alla difesa tecnica''.
Ghedini, che è anche parlamentare di Forza Italia,
aggiunge: ''Ho già chiesto ripetutamente l'intervento
del ministro e a questo punto sarà oggetto di una interrogazione
parlamentare. Io abbandonerei la difesa per rispetto nei confronti
della toga che indosso. Rimango solo per rispetto della funzione
istituzionale rivestita dall'on.Berlusconi che sta subendo
un processo al di fuori del sistema e nella consapevolezza
che si sta celebrando un processo radicalmente nullo".
Toni duri anche nella replica di Giuliano Piasapia, avvocato
della Cir di Carlo De Benedetti, parte civile nel processo:
''Stupefacenti - ribatte - le dichiarazioni fatte in aula
dall'avv. Ghedini. Considerare fuori sistema una decisione
del tutto conforme a quanto prevede il codice, solo perché
non vengono accolte tesi infondate in fatto e in diritto,
dimostra la pervicace volontà di volere un'applicazione
della legge diversa per imputati eccellenti rispetto ai semplici
cittadini''. Le tesi di Ghedini sono ''in aperta violazione
del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge
- spiega - Che poi si chieda l'intervento di un ministro rispetto
ad una decisione giurisdizionale, significa minare un principio
fondamentale di uno stato di diritto e creare le premesse
per un'inammissibile ingerenza dell'esecutivo sull'autonomia
e indipendenza della magistratura''. Immediatamente dopo cominciano
gli interrogatori dei testimoni.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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