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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2002 - Democrazia a rischio |
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Nel frattempo, però, il fronte della polemica si è
già spostato: il ministro Castelli minaccia di avviare
contro il procuratore capo di Milano Gerardo D'Ambrosio un'azione
disciplinare. In una intervista a la Stampa, D'Ambrosio ha
dichiarato che "la verità è che questo
processo non si vuole fare e mi sembra ormai chiaro per tutti.
Si cercano soltanto pretesti per farlo saltare''. E ancora:
''L'interesse di un ministro di Giustizia dovrebbe essere
che un processo come questo si concluda il più velocemente
possibile. Invece con un provvedimento che nega una proroga
assolutamente fisiologica nell'economia giudiziaria e mette
a rischio la tenuta del dibattimento, ordinando l'immediato
trasferimento di un giudice, siamo al limite della legittimità
costituzionale''. Secondo D'Ambrosio, prima ancora che l'indipendenza
della magistratura è a rischio la democrazia. I primi
a rimetterci saranno proprio i cittadini, perché quanto
sta avvenendo dimostra ''che ci sono cittadini meno uguali
degli altri di fronte alla legge. L'indipendenza della magistratura
- ricorda D'Ambrosio - è a tutela dei cittadini, non
dei giudici''.
Interviene con asprezza anche il vice presidente del CSM
Giovanni Verde: il ministro Castelli con le sue decisioni
ha dato "una valutazione di opportunità che non
può che essere politica. Le sue decisioni sono un ostacolo
al processo Sme''.
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La prima proroga a Brambilla, giudice a latere nel processo
Sme, non può non ritenersi valida: ''Lo dicono - sostiene
il magistrato - le sentenze della Cassazione''. ''Queste affermazioni
- ribatte il presidente dei senatori di Forza Italia Renato
Schifani - vengono da colui il quale dovrebbe tutelare l'indipendenza
della magistratura, nel rispetto degli equilibri tra i poteri,
principio richiamato recentemente dal presidente Ciampi. Verde
non è eletto dai cittadini e rappresenta un potere
che da un lato chiede l'autonomia e dall'altro utilizza il
proprio ruolo per entrare scandalosamente a gamba tesa nell'ambito
della politica''.
Ma ormai l'intreccio fra cronaca giudiziaria e politica è
inestricabile. Il senatore a vita Francesco Cossiga parla
esplicitamente di ''colpo di Stato giudiziario'' e ha osserva:
un'eventuale condanna nei confronti di Berlusconi sarebbe
''una grande rivincita per quei magistrati che credono di
essere non un ordine, ma un potere...''. Un concetto ripreso
da molti esponenti di centrodestra. Per Enzo Fragalà
(AN) ''a Milano si sta perseguendo un processo politico''.
Altrettanto duri i commenti dell'opposizione. Antonio Di Pietro,
risponde per le rime a Cossiga e Taormina osservando che Berlusconi,
di fronte alla legge, ''è uguale a tutti gli altri''
e che non esiste alcun ''intento persecutorio'', ma solo magistrati
che ''stanno facendo il proprio dovere''. Per il presidente
dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio la Casa delle Libertà
vuole ''terremotare'' tutto il sistema giudiziario ''pur di
fermare il processo Sme''.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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