|
Il 4 febbraio la pubblica accusa deposita agli atti un album
fotografico. Contiene gli scatti realizzati il 21 gennaio
1996 all'esterno del bar Tombini di Roma. Perché le
foto compaiono solo ora? Il pm Ilda
Boccassini si giustifica: non ha depositato prima le foto
perché lo riteneva ''non corretto eticamente'' in quanto
ritraggono anche persone che si trovavano nel bar ''per caso''.
E, comunque, quegli atti facevano parte di un procedimento
generale che originariamente raccoglieva tutte le inchieste
sui giudici romani. Le difese insorgono: l'accusa non ha depositato
tutti gli atti a sua disposizione, violando così il
codice. Gli avvocati chiedono al pm il deposito di tutti i
documenti in suo possesso e al tribunale di sequestrarli.
La difesa di Attilio Pacifico chiede un nuovo rinvio: l'imputato
sta completando gli esami clinici. I giudici respingono tutte
queste istanze.
|
|
|
Al bar
La testimonianza di uno dei poliziotti del Servizio Centrale
Operativo della Polizia, Fabio Arena, aiuta a far luce sulle
operazioni di pedinamento ed intercettazione di Attilio Pacifico
e Renato Squillante. Il 21 gennaio '96 dopo una serie di intercettazioni
telefoniche, i poliziotti intuiscono che Renato Squillante
e Attilio Pacifico si incontreranno al bar per discutere di
affari poco chiari. Nel locale, allora, collocano una microspia,
nascosta dentro un posacenere posto su uno dei tre tavolini.
''Squillante - racconta Arena - sedette al primo tavolino.
Ad un altro c'era una persona che leggeva il giornale e la
mia collega si mise al terzo tavolino sul quale prima aveva
appoggiato una borsa per occuparlo. Squillante fu raggiunto
da due persone, un uomo e una donna, e poi dall' avvocato
Vittorio Virga. Dopo una quarantina di minuti si avvicinò
una cameriera per cambiare il posacenere perché era
sporco. Notò la pesantezza e lo passò al collega
il quale, nel pulirlo, si accorse che dentro c'era una microspia.
Andò al tavolo del dott. Squillante e disse 'Dottore
c'è una cimice'. Squillante rimase immobile, impaurito,
cominciò a balbettare, a muovere la bocca''. Insieme
a Squillante c'erano i giudici Augusta Iannini, Roberto Napolitano
e Orazio Savia, oltre all' avvocato Virga. ''Napolitano e
Iannini - ha detto ancora Arena - cominciarono a scherzare''.
Da fuori, intanto, si avvicina al tavolo l'avv. Pacifico.
|