Cirami e il legittimo sospetto
Diamo i numeri
La Cassazione: il processo resti a Milano

Il 27 gennaio 2003 le richeiste di rimessione dei processi milanesi vengono discusse dalla Corte di Cassazione: i magistrati si trovano sul tavolo due memorie della difesa di Previti, una per Berlusconi, una per Filippo Verde, due per Attilio Pacifico, una per Giovanni Acampora, una per Primarosa Rovelli e suo figlio Felice, una per la Cir, una per Imi-San Paolo.Davanti alla Suprema corte compaiono 16 avvocati.

Il collegio risulta composto dal presidente Nicola Marvulli (Primo presidente della Cassazione), dal consigliere relatore Mariano Battisti, da Pasquale Trojano (presidente della VI sezione, decano per anzianità di servizio), Amedeo Postiglione (consigliere alla III), Torquato Gemelli (consigliere alla I), Giorgio Lattanzi (consigliere alla V), Pietro Sirena (consigliere anziano alla II), Giuliana Ferrua (consigliere alla V), Giovanni Canzio (consigliere alla I, vicedirettore del Massimario).

2003 - SOMMARIO

Rossato ci ripensa

La difesa: il processo va spostato
Cassazione: il processo resti a Milano
Berlusconi: andrò fino in fondo
Pacifico: un processo su prove false
Salta l'interrogatorio di Previti
Un'apparizione
Berlusconi in aula
La replica di Prodi

A rappresentare la Procura della Cassazione Antonio Siniscalchi il pubblico ministero più anziano del Palazzaccio. Il 28 gennaio le sezioni unite della Corte decidono: i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori e Sme devono restare a Milano. In particolare, la Cassazione rigetta ''le richieste di rimessione e condanna i richiedenti'' (tra i quali il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l' on. Cesare Previsti) ''in solido alle spese del procedimento''. Per i supremi giudici i motivi di legittimo sospetto ''sono configurabili quando si è in presenza di una grave ed oggettiva situazione locale, idonea a giustificare la rappresentazione di un concreto pericolo di non imparzialità del giudice, inteso questo come l' intero ufficio giudiziario della sede in cui si svolge il processo di merito''.

Gli atti e i comportamenti del pubblico ministero, quando censurabili, sono idonei a costituire presupposto per la rimessione del processo ''a condizione che essi - spiegano i supremi giudici nella massima provvisoria - abbiano pregiudicato in concreto la libera determinazione delle persone che partecipano al processo, ovvero abbiano dato origine a motivi di legittimo sospetto (condizione che, nel caso in esame, la corte non ha ravvisato)''.

La Cassazione, inoltre, in un'altra massima provvisoria, afferma che i provvedimenti e i comportamenti del giudice possono assumere rilevanza, ai fini della rimessione del processo ''a condizione che essi siano l' effetto di una grave situazione locale e che, per le loro caratteristiche oggettive, siano sicuramente sintomatici della non imparzialità del giudice (condizione che, nel caso in esame, la corte non ha ravvisato)''. Sulla applicabilità ai procedimenti di rimessione già pendenti prima dell' introduzione della legge Cirami (legge n.248 del 2002), le sezioni unite danno risposta ''affermativa''.

La decisione delle Sezioni unite della Cassazione scatena, come prevedibile, una tempesta politica che investe gli ambienti istituzionali, fino alle cariche più alte dello Stato. Il centrosinistra, che aveva denunciato l'incostituzionalità della legge Cirami, il carattere 'ad personam' del ddl sul legittimo sospetto e espresso diffidenza nei confronti di una pronuncia della Cassazione che avrebbe potuto sottrarre i processi al Palazzo di giustizia di Milano, plaude ora all'equilibrio e alla saggezza dei giudici supremi. Il centrodestra denuncia l'incongruenza della sentenza rispetto alla stessa requisitoria del pg (che aveva ammesso l'esistenza di 'incompatibilità ambientale' solo in relazione al passato, all'indomani dell'invito a 'resistere, resistere' di Borrelli e delle manifestazioni del Palavobis a Milano), attacca le 'resistenze corporative' nell'applicare la legge Cirami di quegli stessi giudici della Cassazione nei quali aveva confidato per mesi come fattore di riequilibrio nelle vicende processuali milanesi e annuncia nuove iniziative di legge nel terreno minato della giustizia. Prima che il giorno dopo, il 29 gennaio 2003, lo stesso presidente del Consiglio sferri un attacco durissimo alla magistratura con una modalità anomala: un messaggio televisivo registrato e trasmesso ai tg nazionali. Forma e contenuto delle dichiarazioni di Berlusconi sono definiti "indecenti ed inaccettabili" dall'opposizione.

1999
A novembre del 99 il gup del Tribunale di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ...
2000
Lo scontro fra la Procura e la difesa è durissimo fin dalle prime udienze del dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza ...
2001

Il 3 aprile 2001 Renato Squillante, l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori. I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano ...

2002
L'anno si apre nel segno della polemica politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni di esponenti dei partiti, il caso Brambilla...
2003
Con il processo temporaneamente sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata dai legali...
SATELLITE: RaiNews24 trasmette attraverso un trasponder del satellite Hot bird 2 (13° Est, freq. 11.765 verticale, symbol rate 27.500, FEC 2/3) del sistema Eutelsat.
ETERE: Potete vedere RaiNews24 in chiaro su RAITRE dalle 01:00 alle 08:15 circa