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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| DI AULA IN AULA: LODO MONDADORI |
Il 19 giugno 2000 un terzo processo
originato dalle indagini della Procura di Milano su ipotesi
di corruzione in atti giudiziari si conlcude con il proscioglimento
degli imputati. In questo caso Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico erano accusati
di aver fatto arrivare del denaro (400 milioni di lire) a Vittorio
Metta, ex magistrato della Corte d'Appello civile di Roma, per
favorire la famiglia Mondadori/Formenton (e di conseguenza Silvio
Berlusconi) nel giudizio sull' assegnazione della Mondadori.
In particolare, Silvio Berlusconi era accusato di aver compiuto
''articolate operazioni finanziarie'' attraverso ''società
e/o conti bancari riconducibili al cosiddetto 'comparto estero'
del gruppo Fininvest''. Attraverso questi movimenti, per la
Procura milanese, il 14 febbraio 1991, 2.732.862 dollari (3
miliardi e 36 milioni di lire al cambio di allora) partirono
dai conti esteri per finire su un conto svizzero di Previti.
Di quei soldi, dopo una serie complicata di passaggi, circa
400 milioni finirono a Vittorio Metta, giudice istruttore nella
causa sulla Mondadori, che li avrebbe usati per acquistare una
casa. Una tesi che il Gup Rosario Lupo ha ritenuto non suffragata
da prove sufficienti.
Il lodo arbitrale dul contratto per la Mondadori fra Cir (finanziaria
di Carlo De Benedetti) e Formenton risale al 21 giugno 1990.
La decisione venne presa dai tre arbitri, il presidente Carlo
Maria Pratis, Natalino Irti e Pietro Rescigno, incaricati di
dirimere la controversia tra De Benedetti e Formenton per la
vendita alla Cir da parte dei Formenton di 13 milioni 700 mila
azioni Amef (il 25,7% della finanziaria che controlla la Mondadori)
contro 6 milioni 350 mila azioni ordinarie Mondadori. Il lodo
fu favorevole alla Cir e diede a De Benedetti il controllo del
50,3% del capitale ordinario Mondadori e del 79% delle privilegiate
e Berlusconi perse la presidenza che andò al commercialista
Giacinto Spizzico, uno dei quattro consiglieri espressi dal
Tribunale, gestore delle azioni contestate.
Il 24 gennaio 1991, però la Corte d'Appello di Roma presieduta
da Arnaldo Valente e composta dai magistrati Vittorio Metta
e Giovanni Paolini dichiara che, dato che una parte dei patti
dell'accordo del 1988 tra i Formenton e la Cir era in contrasto
con la disciplina delle società per azioni, era da considerarsi
nullo l'intero accordo e quindi anche il lodo arbitrale. Mondadori
tornava nell'orbita Formenton -Berlusconi.
Il 17 novembre 2001 la Cassazione conferma il proscioglimento
per prescrizione nei confronti di SilvioBerlusconi, in relazione
all'accusa di corruzione in atti giudiziari per il lodo Mondadori.
La Cassazione, rigettando il ricorso dei pm, respinge anche
quello dei legali di Berlusconi, che chiedevano la piena assoluzione
e non il semplice proscioglimento. La Cassazione, inoltre, dichiara
inammissibili i ricorsi dell' ex giudice Vittorio Metta, di
Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e Cesare Previti. Per loro,
davanti alla IV sezione penale del tribunale di Milano, il processo
continua. Il 28 gennaio 2002 il processo è riunito con quello
IMI-Sir. |
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| Il processo Imi-Sir nasce però
in anni ancora più lontani, rispetto a quelli delle
denunce di Stefania Ariosto. Siamo nel 1982: Nino Rovelli
chiama davanti al tribunale di Roma... |
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| Il 19 giugno 2000 un terzo processo
originato dalle indagini della Procura di Milano su ipotesi
di corruzione in atti giudiziari si conlcude con il proscioglimento
degli imputati... |
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