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L'ECONOMIA
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La
relativa ricchezza del sottosuolo (ferro, zinco,cromo, piombo, rame,
nickel) (vedi cartina)
non ha impedito alla Macedonia di precipitare negli ultimi 10-15
anni agli ultimi posti delle graduatorie dei Paesi europei in relazione
al reddito procapite.
Dopo l'indipendenza del '91, il Paese ha accentuato la propria
crisi economica, acuita dalla dipendenza dall'economia jugoslava,
paralizzata dalle sanzioni imposte a Belgrado.
Un altro fattore negativo è la crisi dei profughi del Kosovo, che la
Macedonia ha ospitato sul proprio territorio a centinaia di migliaia.
Il potere d'acquisto dei salari è crollato, il tasso di disoccupazione
supera il 30%.
Anche se il governo macedone del presidente Kiro Gligorov decise
di aderire alle sanzioni internazionali contro la Jugoslavia, la
Macedonia fu costretta a permettere il passaggio attraverso il proprio
territorio di camion che trasportavano merci per Belgrado. Continuò
a essere operativo anche il tratto ferroviario Atene-Belgrado, per
il trasporto del petrolio.
E il 16 febbraio 1994, due anni e mezzo dopo l'indipendenza della
Macedonia, la Grecia applicò un blocco economico totale
nei riguardi di questo paese. La frontiera nord e il porto di Salonicco,
dal quale partiva l'80% della produzione macedone e tutto il suo
petrolio, furono chiusi. Il governo greco fu portato alla Corte
Europea di Giustizia in aprile, ma il blocco continuò fino al '95.
Oggi per crescere la Macedonia ha bisogno di capitali stranieri
e di un grande sforzo per ammodernare infrastrutture e collegamenti.
L'economia può far fronte ai bisogni alimentari di base, ma dipende
dall'estero per tutto il carburante, il gas e la maggior parte di
macchinari moderni e semilavorati.
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