L'ultimo fondo sul Corriere della Sera

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Indro MontanelliL'ultimo fondo sul Corriere

L’ultimo fondo di Indro Montanelli sulle colonne del Corriere della Sera. È dedicato al ritorno di Simeone II alla guida della Bulgaria. Questa volta nel ruolo di premier. È stato scritto il 29 giugno scorso per essere pubblicato sul quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli il giorno successivo.

Lo strano caso di Simeone di Bulgaria

IL SOVRANO CANDIDATO

di INDRO MONTANELLI
Circa tre mesi orsono, alla vigilia del suo ritorno a Sofia, venne a trovarmi «come - mi disse - vecchio amico della mia famiglia». In realtà questa famiglia la conoscevo poco. Avevo avuto due colloqui con suo padre, re Boris, l' ultimo pochi giorni prima della sua misteriosa morte, seguita alla scenataccia con cui s'era conclusa una sua visita a Hitler. Poi avevo visto lui, bambino o appena ragazzo, quando, subito dopo la guerra, ero andato a trovare a Madrid sua madre Giovanna, forse il pezzo più pregiato del gineceo Savoia. Insieme vi conducevano una vita visibilmente grama: anche sul trono, i Sassonia-Coburgo erano sempre stati a corto di quattrini, o comunque vivevano come se tali fossero.
È noto che il balocco preferito di Boris era il treno: anche da re si divertiva a guidarlo, con qualche preoccupazione dei viaggiatori, che si sentivano tenuti a mascherarla. Con Simeone parlammo a lungo di quel suo rientro a Sofia, che non era il primo. Gli chiesi alquanto sprovvedutamente se non temeva che, coincidendo con una campagna elettorale presentata come decisiva per le sorti del Paese, la sua presenza venisse equivocata. Un po' stupito che ne fossi all' oscuro (effettivamente la stampa qualcosa ne aveva detto), mi rispose che aderiva ad un invito rivoltogli da tutte o quasi tutte le forze democratiche in campo.
Sebbene egli mi parlasse della situazione bulgara in termini molto distaccati e realistici, pensai: «Il solito re che s' illude di tornare sul trono», ed ebbi il cattivo gusto di scherzarci un po' sopra. «Certo - gli dissi - nella difficile arte della Restaurazione lei ha frequentato a Madrid un' eccellente scuola: quella del suo anfitrione e parente Juan Carlos». Rispose, ridendo:
«Sì, ma una scuola basata su un solo precetto: aspettare gli eventi, mai cercare di provocarli». Dalle attente cronache del nostro Ferrari mi sembra di poter desumere che Simeone sta applicando la ricetta con molto scrupolo. Non si sa se le urne bulgare abbiano consacrato il capo di un governo di coalizione o addirittura un potenziale presidente della Repubblica.
Lo diranno gli eventi. Anche se nelle adiacenze della dinastia ho sentito parlottare di un giuramento fatto dal figlio alla madre Giovanna, che fu la prima a rimetter piede in Bulgaria e, dall' accoglienza che vi ricevette, a spingere il figlio ad imitarla. Ma gli eventi diranno anche di che giuramento si trattò: di restaurazione o di rinunzia alla medesima? Per ora le due ipotesi si rincorrono. Conosco un poco la Bulgaria per esserci stato prima e durante la guerra. E' un popolo rozzo, tozzo e fedele. Nel '40 dovette entrare nell'alleanza tedesca. Ma quando la Germania attaccò la Russia sovietica, Sofia si rifiutò di seguirla per debito di gratitudine verso quella zarista, che l' aveva sempre aiutata contro i Turchi, e fu per questo che re Boris venne assassinato. Sicché l' ultima volta che ci fui, ai primi del ' 43, Sofia era l' unica capitale balcanica in cui la mattina si poteva andare a pranzo con un attaché dell' ambasciata tedesca e la sera a cena con uno dell' ambasciata sovietica. Lasciamo dunque che gli eventi suggeriscano a Simeone la strada da scegliere.
Ma alle due che ho già detto egli può aggiungerne un'altra: quella che prima di quest' avventura stava battendo, cioè da semplice Mister Sassonia-Coburgo, personalità di alto livello ed ampio credito nel mondo della finanza internazionale. Un «trono» vale ancor oggi più di una simile qualifica? Anche questo lo diranno gli eventi.