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Biografia
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Indro
Montanelli, chiamato "Cilindro" dagli amici intimi, nasce il 22
aprile del 1909 a Fucecchio nel Valdarno, in provincia di Firenze.
Consegue una laurea in giurisprudenza e una in scienze politiche
ed emigra in Francia, dove comincia a lavorare come reporter per
'Paris soir'. Nel 1935 decide di partire per l'Eritrea, dove si
mette alla testa di un gruppo di mercenari della campagna fascista
e "acquista" una ragazza di 14 anni che egli definirà sempre 'la
mia famosa moglie africana'.
Tornato in Europa, si reca in Spagna
per conto del "Messaggero" e pubblica articoli polemici nei confronti
del regime franchista. Da Roma il governo decide il suo rimpatrio
e la conseguente espulsione dal partito, oltre che dall'albo dei
giornalisti. Comincia per lui l'esperienza di lettore di lingua
italiana all'università di Tartu, in Estonia e di direttore dell'Istituto
italiano di cultura. Dal fronte russo-finlandese fra il 1939 e
il 1940 Montanelli scrive delle corrispondenze che diventeranno
celeberrime.
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Fonda
"Il Borghese" con Longanesi e tiene una rubrica su L'Europeo,
dove si firma "Marmidone". In questi anni, oltre che come giornalista
di guerra si fa conoscere come articolista di costume e spettacolo.
Il direttore de "Il Corriere della
sera" Aldo Borelli lo assume nel 1938. I suoi reportages di guerra
arrivano dall'Albania, dalla Germania del Terzo Reich, dalla Norvegia
e dall'Ungheria della rivoluzione. A Roma sconta un periodo di
prigionia per antifascismo e, nonostante una condanna a morte,
riesce a scampare alla fucilazione. Presso il "Corriere" si dedica
alla redazione di una serie di "Ritratti" di personaggi famosi.
Scrive racconti, romanzi brevi, testi teatrali, come "Il generale
Della Rovere", da cui Roberto Rossellini trae l'omonimo film che
vince il Leone d'oro.
Abbandona il quotidiano milanese
di via Solferino nel 1973 per assumere l'anno successivo la direzione
de "Il Giornale". Nel 1974 sposa Donna Letizia, pseudonimo di
Colette Rosselli, maestra di bon ton dalle pagine di un settimanale
femminile, deceduta l'8 marzo 1996.
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Nel 1978 la Fininvest acquista una
parte delle quote del 'Giornale'. L'11 gennaio 1994 Montanelli lascia
il quotigiano di via Negri e fonda 'La Voce', con la volontà di
creare un giornale d'ispirazione liberale. "La Voce" chiude il 12
aprile dell'anno dopo. Si concede anche alla televisione, intervistato
settimanalmente su Telemontecarlo. Negli ultimi anni ha continuato
a collaborare con "Il Corriere", scrivendo corsivi e rispondendo
ai lettori nello spazio giornaliero della "Stanza". E' stato il
primo giornalista italiano a ricevere il premio per la libertà di
stampa dall'International Press Institute. Ottiene anche il Premio
dell'Accademia degli Inquieti.
"Quando mi accorgo che la maggioranza della gente la pensa come
me, mi preoccupo. Allora mi dico: per caso non starò sbagliando?"
ha dichiarato anni fa.
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