Voci di commozione e rimpianto per la scomparsa del grande giornalista dal mondo politico e della cultura 

Ciampi: un testimone del tempo
Scompare con Indro Montanelli colui che è stato per gli italiani il più grande testimone e cronista del novecento. Maestro di lingua, nei suoi libri ha raccontato, con esemplare chiarezza di parola e di concetti, la storia degli italiani, nel suo percorso millenario, come nessun altro ha saputo fare. Nei suoi articoli, di grande inviato e di direttore, ha narrato eventi storici che hanno segnato il nostro tempo, dalla guerra di Finlandia all'occupazione sovietica dell'Ungheria, coniugando la scrupolosa precisione del cronista alla penetrante analisi dell'uomo di principi, che guidava il lettore nella retta comprensione della storia del nostro tempo. Ci ha lasciato un'ineguagliata galleria di ritratti di protagonisti del novecento. Intollerante di ogni costrizione, conquistò con la schiettezza dei suoi giudizi l'ammirazione e l'affetto di generazioni di italiani. Ne conosceva a fondo vizi e virtù, e fu spietato ma appassionato giudice di un paese che amava sopra ogni altra cosa al mondo. Per l'Italia, nei momenti delle scelte difficili, dalla Resistenza alla lotta al terrorismo, fu pronto, senza iattanza, a dare anche la vita. La dignità del suo portamento fisico corrispondeva alla sua rettitudine di uomo, di maestro di vita. Milioni di italiani che lo amavano per la passione civile, penetrante, talvolta toscanamente faziosa ma mai malevola che lo animava, piangono la sua scomparsa. L'Italia intera sentirà la sua mancanza". 

Berlusconi, Piango l'amico di molte battaglie 
"Scompare con Indro Montanelli un testimone del secolo". Così Silvio Berlusconi commenta la morte del grande giornalista. "Piango l'amico - aggiunge il presidente del Consiglio - con cui ho condiviso molte battaglie e al quale sono rimasto legato anche quando ha espresso dissenso dalle mie posizioni, con lo spirito di libertà che ha sempre animato il suo lavoro e che io ho sempre rispettato".

Rutelli, impareggiabile spirito libero
Grande dolore e' stato espresso oggi anche da Francesco Rutelli. "Scompare un impareggiabile spirito libero, un uomo che per quasi un secolo - ha detto Rutelli - ha tracciato il confine tra il conformismo e l'intelligenza critica. Ci manchera' enormemente la sua capacita' di andare controcorrente; capacita' che oggi in Italia e' piu' che mai necessaria. Spero che altri raccolgano il testimone di Indro". 

Biagi, qualcosa viene a mancare nella storia italiana 
"Ieri sera - ha ricordato commosso Enzo Biagi - sono andato a trovarlo. A un certo punto si e' girato da una parte...e' stato un modo per dirsi addio...". "Mi ha detto- ha continuato Biagi - 'ma non poteva venirmi un colpo?..."'. "Ha amato la professione al di sopra di tutto - ha aggiunto Biagi - E ha avuto la fortuna di farla fino alla fine...E' qualcosa che viene a mancare alla storia d'Italia, al Paese...Mi manchera', molto. Ci manchera". 

Veltroni, muore un pezzo di storia d'Italia
"Con Indro Montanelli muore un pezzo della storia d'Italia, del nostro passato e del nostro presente". Con queste parole il sindaco di Roma Walter Veltroni ha commentato la notizia della morte di Montanelli. "Quando se ne va un grande testimone del nostro tempo, quale è stato Indro, è una perdita per tutti: ci mancheranno - ha concluso - il suo coraggio, la sua intelligenza, il suo anticonformismo nutrito di liberta', la sua ironia". 

Gasparri, scompare una voce autorevole
"Con Indro Montanelli scompare una voce autorevole del giornalismo e della cultura italiana, sempre capace di essere sferzante e di andare controcorrente in ogni momento e in ogni circostanza". Lo ha dichiarato il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri. "Ma oltre la significativa, intensa, impareggiabile attivita' giornalistica di Montanelli - ha aggiunto il ministro -, credo che debba essere ricordata la sua capacita' di divenire un divulgatore della storia e della cultura italiane. I suoi volumi hanno contribuito a far conoscere pagine e vicende che con la sintesi giornalistica sono diventate patrimonio della cultura popolare italiana". 

Castagnetti: voce libera e maestro del giornalismo
"Esprimo grande e commosso cordoglio per la scomparsa di Indro Montanelli, testimone lucido e profondo di tanta parte della storia recente del nostro Paese". Pierluigi Castagnetti ricorda cosi' Indro Montanelli. " Con lui - dice - scompare non solo un maestro del giornalismo italiano ma una voce libera e autorevole che tanto ha dato all'Italia". 

Casini, un uomo su cui si dovra' parlare a lungo
"Esprimo il cordoglio della Camera dei Deputati per la scomparsa di Indro Montanelli, un protagonista dell' Italia degli ultimi 50 anni e un grande interprete del nostro giornalismo". Lo ha detto il presidente della Camera, Pierferdinando Casini, che ha aggiunto: "di Montanelli e delle sue scelte si dovra' parlare a lungo: certo non fu mai scontata o banale la testimonianza di un uomo che rifiuto', per coerenza con la sua professione, anche la nomina di senatore a vita". 

Formigoni, un maestro impareggiabile
"Maestro impareggiabile". Cosi' Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, ha ricordato Indro Montanelli, per la cui morte esprime "vivissimo cordoglio". "E' morto uno dei giornalisti piu' grandi - ha dichiarato Formigoni -, un toscano verace che conservando fino in fondo le sue radici era diventato capace di esprimere al meglio i sentimenti e lo spirito della nostra terra. Maestro impareggiabile nel descrivere uomini, raccontare storie e suscitare riflessioni. Ricordero' sempre l'emozione del primo incontro con lui 30 anni fa, nei durissimi anni della contestazione e del terrorismo, e l'attenzione con cui Indro Montanelli guardava alle esperienze del nuovo mondo giovanile che io gli descrivevo e gli facevo conoscere". 

Colaninno: un uomo a cui il paese deve molto
"Scompare con Montanelli uno dei piu' alti esponenti della cultura italiana, un uomo al quale questo Paese deve molto come esempio di dirittura morale, di indipendenza, di liberta"'. E' quanto ha detto il presidente ed amministratore delegato di Telecom Italia Roberto Colaninno. "Rivolgo - ha aggiunto - il mio profondo cordoglio ai familiari a chi gli e' stato vicino in questi anni e al direttore del 'Corriere della Sera' che perde una delle sue firme piu' carismatiche e autorevoli".