37° giorno di guerra
Nelle strade di Baghdad si continua a scavare...si scava tra le macerie di Zafaranija, si scava nel passato dell'autoproclamato sindaco della citta', Zubeidi, si scava nei motivi che spingono ogni giorno di piu' gli iracheni, nonostante la riconoscenza, a scontrarsi con gli americani...e le strade sono anche quelle che portano a Baghdad, le strade che i profughi, o quelli che sono semplicemente scappati da qualche parente in campagna, stanno lentamente ripercorrendo in senso contrario.
Sull'autostrada che collega l'Iraq alla Giordania, costruita dagli italiani, si possono incrociare strani convogli di giornalisti che vogliono raccontare il dopo guerra e gente che torna perche' il dopo guerra deve viverlo, con molte speranze ed altrettante paure. Al confine giordano incontri invece chi e' scappato dalla dittatura di Saddam e non si fida ancora di questa liberta'. "Ma i giornali ci sono?" ti chiedono, e "Udai e Saddam Hussein sono scappati o si nascondono?".
Ad amman gli iracheni vivono nella periferia piu' povera, campando alla giornata in attesa che qualche parente li chiami, per tornare a casa e lavorare. E poi la strada continua, finche' non incontri piu' iracheni in fuga dalla guerra, in cerca di liberta' e pace, ma solo occidentali, presi dal problema del ponte e del traffico del rientro. Sei finalmente a casa. Confusa, un po' fuori posto, ma a casa, sana e salva.

People are still digging into the streets of Baghdad... Searching amongts the rubble of
Zafaranija, digging into the past of the city's self-proclaimed Mayor, Zubeidi. People are digging into the motives that day after day are pushing the Iraquis to fight the Americans, despite their gratitude... And those are also the roads to Baghdad, that the refugees - or those who had simply fleed to some relatives in the countryside - are slowly driving all the way back.
Along the express-way connecting Iraq to Jordan, built by the Italians, one might come across strange convoys made up of both journalists who want to report the post-war period and people thar are coming back because they still have to live their post-war period, with many hopes and as many fears. At the border with Jordan, you can also find people who escaped from Saddam's dictatorship and still do not trust this freedom. "Are reporters there?" they ask, and "Did Udai and Saddam Hussein flee or are they still hiding"?.
In Amman, the Iraquis live from hand to mouth, in slums, waiting for some relatives to call them to go back home and work. And the road goes on, till you find no more Iraquis escaping from the war and looking for freedom and peace, but only Westeners, hung up on the issues of their long week-ends and the traffic to return home. You're finally home. Confused, somewhat misplaced, but home, safe and sound.
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