| Sgominata ecomafia che gestiva traffico
di rifiuti tossici denunciata da RaiNews24
Le immagini dei camion che nella notte scaricavano
rifiuti tossici dei poli industriali del Nord nella provincia di
Caserta erano state trasmesse in esclusiva dai RAInews24 nell'inchiesta
di Sigfrido Ranucci sulle ecomafie. Oggi, a distanza di più di
tre anni, il al traffico sono stati legati nomi e cognomi, grazie
ad un complessa indagine, l' Operazione Cassiopea, sviluppata dal
Comando Carabinieri per la tutela dell' ambiente. Impressionanti
i numeri: 97 richieste di rinvio a giudizio da parte del pm della
Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Donato Ceglie, 1 milione
di tonnellate i rifiuti pericolosi smaltiti illecitamente per anni
dall'organizzazione criminale ramificata in tutta Italia.
Associazione per delinquere, disastro ambientale,
avvelenamento di acque, realizzazione e gestione di discariche abusive,
getto pericoloso di cose, truffa ed abuso di ufficio i reati contestati.
Nei confronti degli imputati, il gip del tribunale, Silvio Guarriello,
ha fissato al prossimo 3 dicembre la data dell' udienza preliminare.
"Si tratta - ha spiegato il maggiore
Antonio Menga, comandante del Reparto operativo dei carabinieri per
la tutela dell' ambiente - della più grossa inchiesta mai
fatta in Italia nel campo della gestione illecita dei rifiuti".
Le indagini, spiegano i carabinieri, sono
iniziate alla fine del 1999 a seguito di un sequestro eseguito presso
un impianto di conglomerati bituminosi nella zona del napoletano.
Successivamente, le attività investigative si sono sviluppate
in ambito nazionale ed hanno portato all' accertamento dello smaltimento
illecito di circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi,
dalla natura particolarmente tossico-nociva, e con rischi cancerogeni:
polveri da abbattimento fumi delle industrie siderurgiche e metallurgiche,
ceneri da combustione olio minerale, morchie oleose e di verniciatura,
pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici non alogenati,
fanghi da trattamento acque di processo di depurazione di industrie
chimiche ed acque reflue industriali, inchiostro di scarto, melme
acide, fanghi di potabilizzazione e chiarificazione delle acque.
A reggere le fila del lucroso traffico era
un circuito criminale sostenuto da legami e connivenze fra ditte
di trasporto rifiuti, agenzie di intermediazioni, centri di stoccaggio,
attivita' di recupero rifiuti e impianti di smaltimento. I rifiuti
provenivano dai poli industriali situati in Piemonte, Lombardia,
Emilia Romagna, Veneto e Toscana principalmente da industrie siderurgiche,
metallurgiche, cartarie e conciarie e, attraverso ditte compiacenti
abilitate al trasporto, all' intermediazione, al recupero ed allo
stoccaggio, venivano smaltiti illegalmente in siti localizzati in
provincia di Caserta, nonche' in altre localita' di Umbria, Lazio,
Campania, Calabria, Puglia e Sardegna.
Le attivita' investigative hanno portato
nel tempo a 114 perquisizioni locali, eseguite presso aziende dislocate
in 27 province del territorio nazionale, con relativi sequestri
di copiosa documentazione e alla denuncia di 182 soggetti per singoli
reati presso diverse procure. |