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Con
gli sci nel deserto
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| Negli
Emirati Arabi Uniti, a Dubai, è nato
il più grande impianto sciistico indoor
mai realizzato. La superficie innevata è di
22.000 metri quadrati. Il complesso sorge a
pochi chilometri dal mare, in mezzo al deserto
e contiene cinque piste da sci di diverse difficoltà,
costruite all’interno di tubi metallici
alti più di 10 metri. La più lunga
raggiunge i 400 metri. La costruzione del parco è costata
272 milioni di dollari e può accogliere
1.500 visitatori. Nel complesso c’è una
pista lunga 90 metri dedicata allo snowboard
e un parco giochi sulla neve di 3.000 metri
quadri, attualmente il più grande
del mondo al coperto. Oltre a sciare nell’impianto
i visitatori possono usufruire dei due caffè,
il “Valanga" e il "St. Moritz".
All’interno
del parco la neve delle piste avrà una
temperatura costante compresa fra -1 e -2
gradi. Una curiosità, per sciare all’interno
del parco e anche solo per visitarlo è necessario
indossare gli indumenti offerti dalla direzione.
Sciare con i propri vestiti è proibito. |
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| Aksel
Lund Svindal |
Classe
1982, nativo di Kjeller. Ii suoi primi risultati
di rilievo arrivano ai Mondiali Juniores
di Tarvisio/Sella Nevea nel 2002: 1° in
combinata, 2° in superG, 3° in discesa
libera e slalom. La stagione successiva,
ai Mondiali di St. Moritz, porta
a casa un più che discreto quinto
posto in gigante. Lo scorso inverno,
alla rassegna iridata di Bormio, prende l'
argento in combinata, davanti all'azzurro
Giorgio Rocca. Il resto è storia di
oggi: il superG di Lake Louise vinto (primo
successo in Coppa del Mondo), la candidatura
per la Coppa del Mondo e le Olimpiadi.
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Lo sci alpino è uno sport invernale
presentato alle Olimpiadi per il primo anno
nel 1936 con la combinata femminile vinta da Christel Cranz
(GR).
Un pò di storia
La storia dello sci alpino è legata alla particolare conformazione territoriale
delle Alpi che, differentemente dai pendii nordeuropei, hanno da sempre richiesto
una particolare tecnica di scivolamento.
Figure mitiche come l'austriaco Valvasor e il suo "Die Ehre des Herzogtumes
Krain", pubblicato nel 1689, contribuiscono a rendere popolare lo sci già verso
l'ultimo decennio del 1800 in Austria, Germania, Svizzera, Francia. In Italia,
alpinisti e sportivi che hanno appreso la tecnica Telemark da libri e pubblicazioni
scandinave iniziano a diffonderne la pratica.
Il maggiore contributo allo sviluppo della tecnica dello
sci alpino si deve all'austriaco Mathias Zdarski, il quale
inventa un innovativo stile di discesa più elegante
ed efficace, un'alternativa alla tecnica del Telemark, nata
nel 1878 in Norvegia come superamento della rudimentale discesa
a "curve e arresti a raspa".
Mathias Zdarski, Giorgio Biglieri e Hannes Schneider sono
considerati i precursori dello sci alpino: a loro il merito
di aver introdotto un modello di sci, più corto e
quindi più manovrabile, con nuovi tipi di attacchi
dotati di una primitiva trazione diagonale
Il 19 marzo 1905 Mathias Zdarski organizza una gara con i
propri allievi: 800 metri di dislivello e circa 40 porte.
Il vero slalom in forma "moderna" si deve a Sir
Arnold Lunn, il quale organizza due storiche gare, quella
del 1922 a Muerren (Svizzera) e quella del 1928 a Saint Anton
(Austria), la famosa Arlberg Kandahar.
I Campionati del Mondo nel 1931 (Muerren) e i Giochi di Garmisch
1936 segnano gli esordi dello sci alpino tra gli sport della
neve. Il primo slalom gigante, vinto dal norvegese Stein
Eriksen, viene disputato solamente ai Giochi Olimpici di
Oslo 1952, durante i quali emerge anche l'italiano Zeno
Colò, dominatore nella discesa.
Le specialità dello sci alpino
sono: la discesa libera, lo
slalom, lo
slalom gigante, il
super-G e la
combinata. Per ogni specialità, vince il concorrente che in
gara, senza saltare alcuna porta, fa segnare il tempo più basso
sul percorso di gara. I tempi devono essere espressi in minuti
primi, secondi e centesimi.
Discesa libera
La discesa libera è la più spettacolare fra
le specialità dello sci alpino. I discesisti, laddove
il tracciato lo consente vanno alla ricerca della massima
aerodinamicità: individuando le traiettorie più brevi,
lasciano scorrere gli sci per creare il minor attrito possibile.
Raggiungono velocità a volte superiori ai 120 km/h.
Il dislivello della pista per le gare maschili varia dagli
800 ai 1100 metri, per quelle femminili dai 500 agli 800
metri. L'atleta è tenuto a passare attraverso le porte
rosse disposte quasi sempre perpendicolarmente alla linea
di discesa. Per poter disputare la gara è indispensabile
partecipare alle prove cronometrate sul tracciato, che determinano
anche l'ordine di partenza della competizione stessa.
Slalom gigante
Nello slalom gigante le porte sono più ravvicinate
rispetto a quelle delle prove veloci. Sono quindi necessari
un grande controllo sugli sci e rapidità nell'eseguire
i continui cambi di direzione. Il dislivello varia dai 300
ai 450 metri per la parte maschile e dai 300 ai 400 metri
per la femminile. La gara si disputa in due manche sulla
stessa pista, ma con differenti tracciati: vince l'atleta
che ottiene il miglior tempo dopo la somma dei tempi delle
due manche. Il numero delle porte si ricava dalla percentuale
tra l'11% e il 15% del dislivello relativo. In particolare
sono in numero compreso tra 56 e 70 per gli uomini e tra
46 e 58 per le donne. L'ordine di partenza della seconda
manche è fissato in base all'inversione dei primi
30 classificati nella prima o, in casi particolari, dei primi
15 classificati.
Slalom
Nello slalom
maschile il dislivello della pista può variare
dai 180 ai 220 metri, in quello femminile dai 140 ai 200
metri. La gara si svolge in due manche sulla stessa pista
ma con differenti tracciati, con le stesse modalità dello
slalom gigante. Le porte del tracciato devono essere tra
55 e 75 per gli uomini e tra 40 e 60 per le donne. Lo slalom
richiede doti di agilità e destrezza tali da evitare
l'inforcata (vero incubo dello slalomista che si materializza
quando entrambi gli sci non passano all'interno del palo).
Le piste delle gare di slalom sono piuttosto ripide, con
neve spesso ghiacciata artificialmente onde evitare
il prematuro deterioramento del manto così bruscamente
sferzato dalle lamine degli sci.
Super-G
Il super-G nasce nei primi anni '80 come via di mezzo tra una discesa libera
e uno slalom gigante ma oggi è molto più vicino, per velocità e
caratteristiche tecniche, alla discesa. Le gare di super-G maschile si svolgono
su un dislivello che varia dai 500 ai 650 metri. Quello delle gare femminili
varia invece dai 400 ai 600 metri. Il tracciato è segnalato con porte
alternate blu e rosse atte a formare cambi di direzione in numero non superiore
al 10% del dislivello e non inferiore a 35 in campo maschile e a 30 in quello
femminile. Non sono previste prove del tracciato ed è obbligatorio
l'uso del casco.
La combinata è formata da una discesa libera e uno
slalom speciale. La classifica viene stilata in base alla
somma dei tempi finali delle due prove. Questa specialità esalta
le doti di polivalenza dell'atleta.
Combinata
La combinata è formata da una discesa libera e uno
slalom speciale. La classifica viene stilata in base alla
somma dei tempi finali delle due prove. Questa specialità esalta
le doti di polivalenza dell'atleta.
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