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La
tavola di Popper
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| La
prima tavola da snowboard nasce negli anni
Venti, in California. Jack Burchett, lontano
dai cavalloni marini per la stagione fredda,
decide di portare il surf in montagna. Il risultato è lo
snurfer, un prototipo di tavola da neve, Il
cui nome fonde le parole snow e surf. Lo snurfer è raffinato
in seguito da Sherman Popper, che perfeziona
la tavola e vi aggiunge
una cordicella per l'equilibrio dei suoi bambini
sulla neve. La tavola di
Popper è considerato
il primo snowboard della storia. |
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| Antti
Autti (Finlandia) |
Salito
su uno snowboard da piccolissimo ha iniziato
a gareggiare nel 1997. In pochi anni (ne
ha da poco compiuti 20) Antti è diventato
un genio dell’Halfpipe, di cui è campione
in carica.
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Lo snowboarding,
o semplicemente snowboard, è uno sport
da neve di recente costituzione, nato sulla scia degli sport
da tavola (board in
lingua inglese), come surf e skateboard. Lo si pratica su una
tavola, generalmente di legno e fibra di vetro, provvista di
lamine, soletta in materiale sintetico e attacchi a cui si
fissano i piedi in modo trasversale.
Un pò di storia
Nel 1983 nasce il primo Campionato americano di snowboard, dieci anni dopo
a Ischgl, in Austria, i primi Campionati Mondiali della International Snowboard
Federation (ISF). In Italia, la tavola da neve sale alla ribalta nella stagione
'84- '85: San Sicario ospita le prime gare internazionali. Dal 1994, la FIS
patrocina la prima Coppa del Mondo: San Candido è la prima località italiana
a ospitare un evento di Coppa del Mondo. La Federazione Italiana Sport Invernali
presenta la prima Nazionale di Snowboard. Dal 1998 a Nagano, la disciplina
diventa olimpica con lo Slalom Gigante e Halfpipe. Da questa edizione diventa
specialità olimpica anche il Boarder Cross.
Le
specialità olimpiche
dello Snowboard sono:
Slalom gigante parallelo (maschile e femminile)
Specialità in cui gareggiano
due concorrenti che scendono sulla stessa pista affiancati
su due percorsi paralleli tracciati con porte con teli triangolari
blu (percorso di destra) e rosse (percorso di sinistra).
I tracciati, la configurazione del terreno e la preparazione
della neve devono essere il più possibile identici.
Il dislivello tra la partenza e l'arrivo, deve essere tra
i 120 e i 200 m. La gara è preceduta da 2 prove (run)
di qualificazione. Alla finale accedono i primi 16 classificati
che si affrontano su due prove (run) invertendo i percorsi
(rosso, blu). A chi non conclude la prova
o esce dal tracciato nella prima run viene applicato il "penalty
time" (4% del miglior tempo di qualifica).
Half Pipe (maschile
e femminile)
Il tracciato è un mezzo tubo di neve innevato (Half
Pipe) a forma di mezzo cilindro, una struttura molto simile
a quelle per lo skateboard, lungo circa 120-130 m, con una
pendenza del 16-17%. Gli atleti devono uscire dai muri laterali
e poi rientrarvi compiendo in aria manovre e acrobazie, chiamate
uscite, attraversando l'Half Pipe da un muro all'altro per
sei-otto volte, sfruttando tutta la lunghezza a disposizione.
Ogni atleta sceglie una base musicale per la propria prestazione.
I 5 giudici dell'Half Pipe valutano ciascuno un aspetto della
prova:
manovre dritte senza rotazione (standard air);
rotazioni (rotation);
giudizio complessivo che comprende la valutazione dell'altezza
delle manovre, l'ampiezza, le qualità tecniche dell'esecuzione
della prova e le eventuali cadute (overall impression).
Le
12 donne e 12 uomini con il punteggio più alto
nelle due prove di qualificazione (run) accedono alla finale,
anch'essa costituita da due run: il miglior punteggio in
una delle due prove determina il vincitore e la classifica
finale per l'assegnazione delle medaglie.
Boarder
Cross (maschile e femminile)
Al suo debutto olimpico lo snowboard cross si esegue su un percorso, disegnato
e costruito da un tecnico (shaper) e composto da diverse sezioni:
whoops (gobbe), waves (onde), banks (paraboliche), kicker (salti
di diversa foggia) e spine (salti con uscita a 90°).
Il tracciato è delimitato da porte direzionali triangolari
blu e rosse poste a indicare il percorso e l'ingresso sugli
ostacoli.
La gara parte con le qualificazioni a tempo in cui si scende
da soli per due prove (run).
I primi 32 migliori tempi fatti
registrare dagli atleti in una delle due prove di qualificazione
passano alle fasi finali.
I finalisti verranno distribuiti
in 8 batterie (heat) di 4 concorrenti che partono contemporaneamente
sullo stesso percorso.
Passano il turno i primi due classificati di ogni batteria.
Procedendo in questo modo si arriva alla manche finale
che assegnerà le medaglie.
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