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"Sapevamo tutto, ma l'ordine
era di tacere"
Un alto responsabile della sanità della Difesa, coperto
dall'anonimato ed ora in pensione, conferma a Metro le
accuse di insabbiamento ai vertici militari sul caso uranio impoverito.
Dal
1999 ad oggi
i soldati morti di linfoma una volta rientrati dalla missione nei
Balcani sono 23. I ministri della Difesa che si sono succeduti
da allora hanno prima negato l'impiego di uranio impoverito; poi
riconosciuto l'incidenza preoccupante dei linfomi fra i soldati,
pur negando ogni connessione con l'uranio; infine assicurato che
i militari italiani sono sempre stati equipaggiati ed istruiti
per fronteggiare con le dovute precauzioni eventuali occasioni
di contaminazione. L'inchiesta realizzata da Sigfrido Ranucci, ripropone
con testimonianze e documenti inediti i pesanti interrogativi sull'uso
dell'uranio
impoverito
nel corso delle ultime guerre.
Rainews24 aveva mostrato per la prima volta
un video girato dai militari nel corso di un'operazione di bonifica
nei Balcani, dopo i bombardamenti della NATO. Dall'inchiesta emergeva
che alcuni di quei soldati si erano pi gravemente ammalti e che
fra alcuni dei loro figli erano nati con malformazioni genetiche.
L' inchiesta mette in luce che casi analoghi si sono
verificati anche tra i militari francesi impegnati nella medesima
missione a fianco degli italiani. La magistratura francese, che
sta svolgendo una sua indagine in merito, ha acquisito il video.
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