La prima inchiesta è stata trasmessa in chiaro su Raitre il 02 Dicembre 2003 alle ore 7:47, la seconda il 03 Dicembre alle ore 7:42

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L'inchiesta, condotta da Sigfrido Ranucci nell'arco di più di due anni, è composta da due reportage dedicati al tema dell'uranio impoverito. Il primo - "Diario di un generale" - racconta dell'incontro con un alto ufficiale dell'esercito italiano, responsabile delle operazioni di sminamento e bonifica di molti dei principali teatri di guerra degli ultimi anni. Il secondo - "Vittime di pace" - si occupa del dramma delle malattie (leucemie e tumori) che colpiscono le popolazioni coinvolte nei teatri di guerra. In questo caso si tratta di bambini provenienti dalla località di Hadzici, nei dintorni di Sarajevo, in Bosnia.

"Diario di un generale"
Si tratta di Fernando Termentini, generale in ausiliaria, impiegato in molte operazioni "di bonifica di ordigni inesplosi", nei teatri di guerra più importanti degli ultimi anni. Il generale Termentini, oggi ammalato come molti dei suoi uomini, ha coordinato le operazioni seguite alla Guerra del Golfo nel 1991, quando fu impegnato in Iraq e in Kuwait; poi ha compiuto il proprio lavoro in Somalia e infine nei Balcani, in Bosnia-Herzegovina e in Kossovo. La sua attività in questo delicatissimo settore delle attività militari copre quindi circa un decennio: dal 1989 al 1999. Secondo l'Osservatorio Militare sono 23 i soldati morti e 264 quelli ammalatisi per la cosiddetta "sindrome dei Balcani".
L'ufficiale, Generale in ausiliaria dell'Arma del Genio dell'Esercito Italiano, pronuncia parole pesantissime...[continua]


"Vittime di pace"
È un'inchiesta sulla popolazione colpita dagli effetti dell'uso militare dell'Uranio impoverito, realizzata nelle zone vicine a Sarajevo, e in particolare nella località di Hadzici, dove sorgevano apparati di logisitca militare e fabbriche belliche serbe. Qui la NATO impiegò, nell'estate del 1995, circa 3400 proiettili all'Uranio Impoverito.
Viene riportata la testimonianza dei medici attivi nell'area: essi parlano di oltre 150 casi all'anno di tumori e leucemie tra i 5000 profughi serbi della località di Hadzici, spostatisi poi a Bratunac, al confine tra serbia e Bosnia-Herzegovina...[continua]